Altagamma: cinesi e millenial fattori di crescita del lusso

Il 30 percento dei consumi totali del lusso nel mondo (900 miliardi, +6 percento) è in capo a soli 18 milioni di consumatori di elite. Cinesi e millennial, suddivisi in diverse tipologie di profili, sono i principali fattori della crescita attuale e di quella stimata al 2024 (1.260 miliardi).

Protagonisti i nuovi ricchi dei Paesi emergenti e i giovani abitanti delle grandi metropoli del mondo.

Secondo l'Altagamma consumer and retail insight continua il trend positivo del lusso casual

Continua il trend positivo del lusso casual, mentre i social media diventano la prima fonte di informazione per i consumatori. Per il retail la sfida è l’integrazione completa tra online e offline e la scelta dei canali giusti per l’ecommerce in Cina. Questi alcuni dei dati e delle analisi presentati ieri, a Milano, nel corso del convegno “Altagamma Consumer and Retail Insight”, la quinta edizione del True-Luxury Global Consumer Insight condotto con The Boston Consulting Group e la sesta dell’Altagamma Retail Evolution condotto con Exane Bnp Paribas.

La ricerca “True-luxury global consumer insight”, effettuata da The Boston Consulting Group (Bcg) in collaborazione con Altagamma, giunta alla sua quinta edizione, è effettuata su più di 10.000 consumatori analizzati con una spesa media in beni di lusso di circa 37mila euro anno all'anno, in 10 Paesi con la più alta spesa in beni di lusso (Usa, Uk, Italia, Francia, Germania, Brasile, Cina, Giappone, Corea del Sud e Russia), ha evidenziato che nel 2017 il mercato del lusso ha raggiunto un valore di 915 miliardi di euro (330 miliardi di lusso personale, 585 miliardi di lusso esperienziale) e si stima che il valore possa raggiungere 1.260 miliardi di euro nel 2024 (410 miliardi di lusso personale, 850 miliardi di lusso esperienziale), crescendo del 5 percento l’anno.

Tra il 2017 e il 2024 ill lusso esperieniale dovrebbe crescere più velocemente del lusso personale mentre in quest'ultima categoria profumi, cosmetici e accessori saranno le categorie con il maggiore tasso di crescita.

Quanto ai millennial, indicati ormai da anni come i maggiori attori della crescita, il loro contributo sarà pari al 130 percento della crescita del lusso personale e nel 2024 rappresenteranno il 50 percento del mercato.

I consumatori cinesi contribuiranno al 70 percento della crescita rappresentando il 40 percento del mercato nel 2024.

Come detto i millenial sono suddivisi in vari profili. All’intersezione dei due principali driver della crescita del lusso nei prossimi anni, i consumatori millennial e cinesi, ci sono due segmenti: il megacitier e il rich upstarter. Il segreto per capitalizzare la crescita dei millennial e dei cinesi, quindi, passa dai megacitier e dai rich upstarter, anche se rimane importante analizzare i comportamenti del little prince e dell’absolute luxurer per i Millennial, così come del fashionista per i cinesi.

Di conseguenza, lo studio di quest’anno analizza i true-Luxury consumer Insights con gli occhi di questi segmenti, riflettendo su cosa troviamo nel loro guardaroba? Come definiscono il loro stile? Come interagiscono con i brand? Dove comprano e perché?

Per esempio, guardando consumatore globale del lusso il trend è che il lusso casual continua a crescere di importanza rispetto al lusso formale, con il 73 percento degli intervistati che conferma di muoversi verso l’abbigliamento casual. Il driver principale è la tendenza “forever young” delle generazioni più mature. Le ragioni specifiche che portano i più senior a comprare abbigliamento casual sono la saturazione dell’abbigliamento formale e il potersi sentire maggiormente a proprio agio/più confortevoli.

Per quanto riguarda il made in, il report mette in evidenza che l’Italia guida il sondaggio con il 30 percento dei rispondenti che esprime una preferenza per il made in Italy. Il gap tra Italia e Francia (22 percento preferisce il made in France) aumenta per effetto degli accessori e dell’abbigliamento. Il made in France, invece, è preferito per cosmetici e profumi.

Foto: Armando Branchini e Angela Wang, credit Altagamma press office
 

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