Confcommercio: vendite al dettaglio dato positivo

Confcommercio,la più grande rappresentanza d'impresa in Italia, che associa oltre 700.000 imprese, pare soddisfatta degli ultimi dati ufficiali sulle vendite al dettaglio.

"E' un dato che, per quanto atteso e in linea con le indicazioni che erano emerse dall'Indicatore dei consumi di Confcommercio (Icc), rappresenta un'indicazione molto positiva perchè mostra, dopo un bimestre deludente, segnali di recupero della domanda", spiega in una nota l'associazione riportando il commento dell'Ufficio Studi Confcommercio alle rilevazioni sulle vendite al dettaglio nel mese di febbraio diffuse la settimana scorsa dall'Istat.

Confcommercio: "il dato di febbraio sulle vendite, anche per la sua intensità, potrebbe indicare un punto di svolta per una possibile accelerazione dell'economia"

Dati alla mano, a febbraio, l'Istat ha registrato un aumento congiunturale sia delle vendite al dettaglio, sia del fatturato e degli ordinativi dell’industria. Rispetto al mese precedente, l’Istituto indica soprattutto dati incoraggianti, tranne che per il fatturato e gli ordinativi esteri delle industrie italiane, diminuiti rispettivamente dello 0,1 percento e dello 0,3 percento.

A febbraio le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,3 percento rispetto a gennaio sia in valore sia in volume, mettendo a segno la prima crescita da novembre 2015 (quando l’Istat registrò un +0,6 percento). Il risultato congiunturale di febbraio è legato soprattutto alle vendite di generi alimentari (+0,7 percento), meno a quelle di prodotti non alimentari (+0,1 percento).

In termini tendenziali il progresso è stato di 2,7 punti percentuali in valore e di 2,2 percento in volumi.

Per Confcommercio l'elemento più confortante è rappresentato dal ritorno, dopo quasi nove anni, di variazioni tendenziali positive per tutti i prodotti, a testimoniare che la tendenza alla crescita si sta finalmente diffondendo a tutti i settori, mentre fino a qualche mese fa il rialzo della spesa era limitato all'acquisto di beni durevoli.

E' evidente che questo dato necessita di significative e urgenti conferme, ha aggiunto Confcommercio. Fino a ieri occupazione, fiducia, produzione e consumi hanno mostrato oscillazioni prive di reciproco accordo, escludendo l'imbocco di una strada sicura di crescita dell'economia. "In questo senso", ha concluso l'Ufficio Studi dell'associazione, "il dato di febbraio sulle vendite, anche per la sua intensità, potrebbe indicare un punto di svolta per una possibile accelerazione dell'economia nei prossimi mesi, con dinamiche favorevoli e coerenti dei principali indici congiunturali".

Foto: Carlo Sangalli, Confcommercio

 

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