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Prada ammessa al regime di cooperative compliance

Prada è stata ammessa al regime di cooperative compliance (adempimento collaborativo ex D. Lgs. 128/2015), consistente in una nuova modalità di interlocuzione trasparente con l’amministrazione finanziaria che consentirà di aumentare il livello di certezza sulle questioni fiscali rilevanti. Questo quanto annunciato ieri dal gruppo guidato da Patrizio Bertelli, in una nota.

L’adesione a questo regime "rientra nella più ampia strategia fiscale del gruppo Prada, da sempre basata sulla gestione in via preventiva dei rischi e sull’impegno a promuovere una cultura aziendale improntata alla correttezza e al rispetto delle norme", si legge nella nota.

"Si tratta di un importante traguardo nel percorso di collaborazione e fiducia reciproca che Prada ha avviato da tempo con le amministrazioni finanziarie, nella crescente consapevolezza che una gestione del rischio fiscale basata sulla trasparenza comporti benefici per tutti gli stakeholder del gruppo".

L'azienda ha archiviato i primi sei mesi del 2017 con ricavi pari a 1.469 milioni di euro, in calo del 5,5 percento rispetto al primo semestre 2016 per il Gruppo Prada.

Performance positiva per il ready to wear, sia per Prada, sia per Miu Miu, Ebitda a 279,6 milioni, 19,1 percento sui ricavi netti (21,2 percento nel primo semestre 2016) ed Ebit a 166,8 milioni di euro, 11,4 percento sui ricavi netti (13,8 percento nel primo semestre 2016). Risultato netto pari a 116 milioni, 7,9 percento sui ricavi netti (9,1 percento nel primo semestre 2016).

Foto: Prada