Preconsuntivo 2017: fatturato in aumento per la pelletteria

Il settore della pelletteria italiana, nel 2017, stando alle cifre di preconsuntivo dal Centro studi Confindustria moda per Aimpes, ha registrato un incremento del fatturato attorno al 6,4 percento nei primi 10 mesi, trainato dall’andamento premiante delle vendite estero (cresciute in valore, tra gennaio e ottobre, con saggi a doppia cifra sul 2016).

Secondo le statistiche ufficiali diffuse da Istat, le esportazioni si sono attestate a 6,1 miliardi di euro, con un +14,1 percento sui primi 10 mesi 2016. Le dinamiche largamente favorevoli della prima metà dell’anno (+14,3 percento) sono dunque proseguite con medesimo vigore nel quadrimestre successivo (+13,7 percento tendenziale).

Più contenuto, ma comunque non trascurabile, l’aumento in termini di volume: sono stati venduti fuori dai confini nazionali beni per 53,4 milioni di chilogrammi, con un +7,2 percento. Il prezzo al chilo risulta in crescita del 6,4 percento.

L’analisi per voce merceologica mostra incrementi a doppia cifra in valore per tutte le tipologie: le borse (+12,2 percento) si confermano nettamente la più venduta, seguite dalla piccola pelletteria (portafogli, borsellini, portachiavi, astucci per oggetti), in aumento del 15 percento.

Con riferimento ai mercati di sbocco, spiccano le performance della Svizzera (+34,4 percento in valore). Invertono la rotta gli Usa, dopo la frenata a consuntivo 2016: +4,4 percento in valore e +3,7 percento in volume. Rallenta la crescita il Giappone, quinto in graduatoria (+3,6 percento in valore, stabile in quantità; bene, invece, Hong Kong (+11,3 percento in valore, divenuto il principale cliente non europeo in valore scavalcando gli States) e, sempre rimanendo in Estremo Oriente, Corea del Sud (+25,7 percento in valore) e Cina (+40,4 percento).

Nell’insieme i mercati del Far East sono cresciuti, nei primi 10 mesi 2017, del 15 percento in valore.

Globalmente i membri dell’Unione Europea crescono a ritmi positivi ma ancora ben al di sotto della media (+6,8 percento in valore). Per quanto concerne la Russia, tredicesimo Paese di destinazione dei beni esportati, prosegue la fase di recupero: dopo il +13 percento registrato nei 12 mesi 2016, tra gennaio e ottobre 2017 l’export ha fatto segnare un ulteriore +6,7 percento.

Foto: Conferenza stampa Mipel, dall'ufficio stampa