Buyer russi e spagnoli in aumento a Pitti Bimbo

Stabile, rispetto a un anno fa, l’affluenza finale all'83esima edizione di Pitti Bimbo, che si è conclusa sabato 25 a Firenze. Confermati "gli alti livelli di presenze raggiunti dal salone un anno fa, quando aveva totalizzato quota 5.600 buyer e circa 10.000 visitatori complessivi", ha spiegato il management di Pitti Immagine in una nota.

La Russia torna in testa come mercato di riferimento di Pitti Bimbo

Sui mercati internazionali il Regno Unito ha registrato un +24 percento di presenze, la Germania un +5 percento, la Cina un +20 percento, il Giappone un +14 percento e la Corea del Sud un +43 percento. In crescita anche Svizzera e Austria. "La Russia, che torna in testa come mercato di riferimento del salone, ha invertito la tendenza negativa delle ultime stagioni e messo a segno un +5 percento", ha sottolineato il management nella nota. L'Ucraina ha segnato un +10 percento, così come sono stati in crescita gran parte dei paesi dell’est Europa.

Complessivamente sono stati poco meno di 2.400 i compratori esteri al salone.

Il fronte dei compratori italiani ha fatto segnare un leggero aumento nei numeri, sul filo dello zero virgola.

"Gli operatori della moda bimbo internazionale ci hanno espresso soddisfazione per i risultati raccolti in queste giornate di lavoro, nonostante le notizie arrivate dal Regno Unito e le incertezze che queste hanno proiettato sull’economia mondiale", ha detto Raffaello Napoleone, amministratore delegato di Pitti Immagine.

La classifica dei primi 20 mercati di riferimento del salone ha visto tornare in testa la Russia (179), seguita da Spagna (167 buyer), Germania (151), Regno Unito (137), Cina (124), Francia (99), Olanda (85), Turchia (81), Belgio (77), Grecia (68), Ucraina (67), Corea del Sud (56), Giappone (50), Polonia (47), Svizzera (42), Stati Uniti (40), Libano (36), Austria (35), Emirati Arabi (33) e Brasile (27).

 

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