Pitti Filati a quota 5200 buyer

Buyer a quota 5200 per Pitti Filati, la kermesse che si è conclusa a Firenze venerdì 3 luglio.

Numeri che confermano l'interesse già riscontrato lo scorso anno: all'ultima edizione estiva, nel luglio 2014, i compratori erano risultati in crescita dell'8 percento e i buyer esteri avevano raggiunto quota 2.800.

All’edizione numero 77 della kermesse dedicata ai filati le performance migliori sono state quelle della Francia, della Cina, di Hong Kong, del Belgio, della Svezia, dei mercati dell’Est Europa e delle Repubbliche Baltiche. "Molto bene anche i mercati emergenti del Sud America", hanno spiegato gli organizzatori.

Nella classifica dei primi 15 paesi esteri si è confermata in testa la Germania, seguita da Gran Bretagna e Francia

Numeri alla mano, nella classifica dei primi 15 paesi esteri si è confermata in testa la Germania (363 buyer), seguita da Gran Bretagna (356), Francia (244), Stati Uniti (241), Giappone (168), Spagna (135), Turchia (104), Svizzera (91), Hong Kong (88), Olanda (78), Cina (69), Russia (55), Svezia (50) Belgio (47) e Portogallo (43).

In sostanziale tenuta anche il numero dei compratori italiani. “Un Pitti Filati decisamente scoppiettante, che è andato anche oltre le aspettative della vigilia”, ha commentato l’amministratore delegato di Pitti Immagine, Raffaello Napoleone.

“Le nostre aziende ci hanno confermato non solo ottimi risultati in termini di affluenza, alcune di loro dicono di non aver mai visto tanta gente come a questa edizione, ma risultati di grande soddisfazione anche in termini qualitativi, che si sono tradotti in tre giorni intensi di lavoro negli stand, di ordini e campionature per la prossima stagione da parte dei designer e dei rappresentati degli uffici stili delle più importanti aziende della moda internazionale, arrivati a Firenze più che mai motivati".

Pitti Filati a quota 5200 buyer

“Il settore della maglieria sta tenendo e questa edizione di Filati è stata molto buona. Del resto qui a Pitti si trova l’eccellenza delle filature su scala mondiale perché sicuramente è la fiera fulcro di tutto il comparto" ha detto Raffaella Pinori, membro del consigli di amministrazione di Pinori Filati.

“Che dire, questa edizione è andata molto bene. Le nostre agende erano colme di appuntamenti con i rappresentanti di tutti i mercati. Forse erano meno presenti i cinesi che del resto hanno a breve SpinExpo. Siamo soddisfatti della nostra partecipazione a Pitti Filati che da sempre riesce a garantire sia a Zegna Baruffa che a Botto Poala gli spazi giusti per presentare le novità e rappresentare al meglio le aziende”, ha aggiunto Paola Rossi, marketing manager di Zegna Baruffa. "Uno dei segnali che abbiamo colto è che c’è un importante ritorno di visitatori al salone. Credo che il motivo di questa nuova primavera di Pitti Filati sia la forte e diffusa presenza di filati prodotti in Italia, che resta un parametro imprescindibile per molti mercati. In particolare in questi giorni abbiamo ricevuto tanti cinesi e giapponesi che fanno del made in Italy la condizione essenziale del loro acquisto, proprio per differenziarsi in direzione del lusso”, ha sottolineato, invece, Federico Gualtieri, amministratore delegato di Filpucci.

 

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