Burberry non brucerà più i capi invenduti

D'ora in poi Burberry non brucerà più i propri prodotti invenduti, una pratica seguita fino a oggi per difendersi dal timore di contraffazioni o vendite sottocosto. Questo quanto riportato dalla Bbc online.

Marco Gobbetti, ceo di Burberry, in una nota ha sottolineato: ""il lusso moderno significa essere socialmente e ambientalmente responsabili. Questa convinzione è fondamentale per noi in Burberry ed è la chiave del nostro successo a lungo termine”.

La decisione del blasonato marchio inglese fa seguito alle polemiche scoppiate lo scorso luglio quando è emerso che la griffe, l'anno scorso, ha bruciato "avanzi di magazzino" per circa 29 milioni di sterline, cosa che, ovviamente, ha scatenato le proteste degli ambientalisti.

La società si era difesa spiegando in un comunicato di essere impegnata a ridurre la quantità di articoli invenduti finora destinati agli inceneritori.

Va anche detto che Burberry è lungi dall'essere l'unica azienda che toglie le scorte dal mercato in questo modo radicale: altre etichette di lusso sono state prese di mira negli ultimi mesi a causa di simili pratiche.

Foto Burberry press office
 

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