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Per Altagamma e Bcg il lusso supererà il tetto del trilione di euro nel 2021

Scritto da Isabella Naef

23 gen 2015

Moda

"Assistiamo a una 'amazonisashion' dei marchi del lusso". Questa una delle tendenze del settore in questi ultimi mesi e in quelli a venire per Antonio Achille, partner e managing director di The Boston consulting group. Insomma, come è chiaramente emerso ieri mattina, nel corso del convegno “Altagamma consumer and retail insight”, dove sono stati presentati il True luxury global consumer insight, condotto con Boston consulting group, e l’Altagamma Retail evolution, condotto con Exane Bnp Paribas, l'online non solo è una realtà ma è anche uno dei mercati che offre maggiori potenzialità di crescita per i marchi della moda.

Bcg: "Nel 2021 i consumatori cresceranno dagli attuali 390 fino a 465 milioni"

“Nel 2015 Bcg vede una ripresa della fiducia dei consumatori del lusso personale ed esperienziale. Riteniamo che nel 2021 i consumatori cresceranno dagli attuali 390 fino a 465 milioni, per un mercato che ci aspettiamo supererà il tetto del trilione di euro. La ricerca di quest'anno ha l'ambizione di innalzare ulteriormente l'asticella e approfondire l'ascolto e la comprensione dei consumatori più alto spendenti e sofisticati. La segmentazione comportamentale dei consumatori, con i suoi 12 profili, è uno strumento concreto per la comprensione delle dinamiche di mercato in generale e a livello di singola categoria prodotto".

Ascolto e comprensione dei consumatori che sono fondanti di qualsiasi strategia sul web che si rispetti.

"Sulle vendite online non si paga l'affitto e per costruir questo canale non sono richiesti grandi investimenti", ha spiegato Luca Solca, managing director global luxury goods di Exane Bnp Paribas aggiungendo che, "lo sviluppo dell'online accelera il ritorno sul capitale investito".

“Le aziende del lusso sono di fatto diventate retailer. E' indispensabile per i leader passare dall’apertura di nuovi negozi alla crescita organica, soprattutto in un momento in cui la domanda è modesta, i costi degli affitti crescono e internet attira una quantità sempre maggiore di volumi. Ecommerce e crm, integrati con il retail fisico, sembrano la strada giusta su cui procedere per aumentare la produttività degli spazi fisici, i ritorni sul capitale investito e le potenzialità di quotazione in Borsa", ha osservato Solca.

Il manager di Bnp Paribas ha poi sottolineato: "ci aspettiamo che il problema dell'online per il lusso sia solo una questione di quando".

Tra i marchi che hanno messo a segno un percorso di successo su questo fronte c'è sicuramente Burberry, imbattibile, per ora, nel raggiungere il consumatore, ma meno "tonico" di qualche tempo fa nella strategia digitale (vedi FashionUnited del 30 dicembre). Ottime le performance di Gucci, Vuitton e Tiffany, ha sottolineato Solca.

Tra gli altri aspetti interessanti messi a punto dall'Altagamma retail evoluiton, che ha considerato nel complesso 12500 punti vendita, quello che ha visto i brand del lusso trasformarsi progressivamente in retailer. Inoltre, secondo lo studio l’analisi delle performance like-for-like (senza nuove aperture) deve guidare gli investimenti nel retail. Negli ultimi anni Hermès e Richemont hanno avuto le performance migliori, mentre Burberry, Ferragamo e Moncler sono le marche a maggiore potenziale di sviluppo.

Alla base di questo sviluppo, sia esso online oppure offline, come detto in apertura di questo articolo, la profilazione del cliente, e lo sviluppo interno alle aziende delle competenze in questo settore diventa un fattore chiave, anche perché come ben sottolineato da Armando Branchini, vice presidente di Fondazione Altagamma “i comportamenti di acquisto dei consumatori mondiali sono diventati più complessi e meno prevedibili e l’investimento complessivo in retail è il più rilevante investimento effettuato dalle imprese luxury negli ultimi 40 anni".


Foto: Armando Branchini