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TheOneMilano sceglie Muriel Piaser come global fashion developer

TheOneMilano arruola Muriel Piaser Consulting, attiva nel mercato da 6 anni, con il ruolo di “global fashion developer”.

La kermesse guarda all'edizione numero tre che si svolgerà negli spazi di fieramilanocity dal 23 al 26 febbraio, in concomitanza con l’edizione della Milano Fashion week per le collezioni di moda e accessori donna autunno/inverno 2018 -2019.

"Il management di TheOneMilano continua a lavorare sodo con l’obiettivo di confermare il consenso ottenuto finora", si legge in una nota del management della kermesse.

La fondatrice Muriel Piaser è una consulente creativa specializzata nella moda, relazioni pubbliche e sviluppo globale. La manager è conosciuta a livello internazionale per il ruolo di direttore del “Prêt-à-Porter Paris” e per il suo apporto nella creazione di “The Box”, estensione delle settimane di moda di Parigi e di “Who's Next”.

Piaser attualmente lavora al fianco di designer come Jean-Paul Gaultier, Jean-Charles de Castelbajac, Atsuro Tayama e Torrente Haute Couture e collabora con importanti eventi del fashion internazionale.

TheOneMilano è nato lo scorso anno dall’unione di know how ed esperienza storica di due protagonisti delle fiere moda milanesi: Mifur, salone internazionale della pellicceria e della pelle, organizzato dall’Ente fieristico Mifur dal 1996 e Mipap, salone del prêt-à-porter organizzato da Fiera Milano dal 1980.

Foto: MurielPiaser, credit: Anne Loubet, dall'ufficio stampa TheOneMilano

Federazione moda Italia: Renato Borghi riconfermato presidente

L'assemblea di Federmoda, riunita ieri a Bologna, a palazzo Segni Masetti, sede della Confcommercio locale, ha riconfermato all'unanimità e per acclamazione Renato Borghi alla presidenza di Federazione moda Italia per il prossimo quinquennio.

"Tra le leve sulle quali m'impegnerò per garantire ancora futuro alle imprese del dettaglio tradizionale: la formazione specialistica attraverso una Fashion digital academy, l'innovazione e la costituzione di reti d'impresa per fronteggiare al meglio le sfide locali in un mercato iper-globalizzato. Ho proposto al presidente di Confcommercio Imprese per l'Italia Carlo Sangalli il lancio della giornata nazionale di valorizzazione del dettaglio indipendente e delle piccole imprese sul modello dello Small business saturday statunitense", ha detto Renato Borghi.

Borghi, ha inoltre sottolineato l'urgenza che venga messa mano tempestivamente alla riforma fiscale

In conclusione della convention di Federazione moda Italia, il presidente, ha inoltre sottolineato l'urgenza, in sintonia con l'impegno su questo fronte del presidente Sangalli, a che venga messa mano tempestivamente alla riforma fiscale e all'introduzione dell'auspicata web tax per un miglior equilibrio concorrenziale.

Federazione moda Italia è un'organizzazione di rappresentanza del dettaglio e ingrosso dei settori abbigliamento, tessile per arredamento, tessuti per abbigliamento, pelletterie, accessori, articoli sportivi, con oltre 35.000 imprese commerciali piccole e medie associate. Aderisce a Confcommercio Imprese per l'Italia e rappresenta le attività delle 102 Associazioni provinciali di categoria italiane.

La Federazione, tra l'altro, tutela gli interessi generali dei soggetti imprenditoriali e professionali che operano nei settori indicati, prefiggendosi di promuovere e tutelare gli interessi morali, sociali ed economici dei soggetti rappresentati nei confronti di qualsiasi organismo, sia pubblico che privato; favorire le relazioni fra gli associati per lo studio e la risoluzione dei problemi di comune interesse; designare e nominare i propri rappresentanti o delegati in enti, organi o commissioni ove tale rappresentanza sia richiesta opppure ammessa; promuovere e favorire servizi e attività di assistenza alle imprese associate, sotto qualunque forma giuridica, direttamente o indirettamente.

Foto: Renato Borghi, credit: Ufficio stampa Federmoda

Sebastian Suhl entra nel team di Valentino

Sebastian Suhl, fino a qualche mese fa alla guida di Marc Jacobs da gennaio entrerà nel team di Valentino come managing director of global markets. Suhl riporterà al ceo Stefano Sassi.

Il manager era entrato nel team di Marc Jacobs nel 2014 succedendo a Bertrand Stalla-Bourdillon.

Nel curriculum di Suhl figurano anche esperienze da Givenchy e da Prada, dove è stato per 11 anni.

Valentino ha archiviato il 2016 con vendite in aumento del 13 percento, a quota 1,2 miliardi di euro. L'azienda conta 3.300 occupati.

Come riporta il quotidiano americano Wwd, il nuovo compito del manager sarà quello di supportare l'espansione globale di Valentino e, forse, di traghettare la griffe che fa capo a Mayhoola for Investments, in Borsa.

Foto: Valentino website
Scompare a Parigi Azzedine Alaïa

E' morto a Parigi, sabato scorso, lo stilista Azzedine Alaïa. Il designer, schivo e riservato, era nato a Tunisi e aveva 77anni. Famoso per la sua grande capacità di scolpire la figura femminile con i suoi abiti e i suoi tagli al laser, lo stilista aveva scelto Parigi come sua città d'elezione già nel 1957.

Lo scorso luglio era stata Naomi Campbell (da lui scoperta appena sedicenne) a sfilare per celebrare il ritorno in passerella del couturier. Alaïa era tornato a sfilare di recente, dopo 6 anni di assenza con una nuova collezione haute couture.

Il giovane Azzedine aveva respirato galamour, fashion e paillettes in famiglia, grazie a sua sorella e alla lettura di Vogue. Il suo primo amore? Le creazioni di alta moda di Dior e Balenciaga.

Alaïa aveva studiato l'Accademia di Belle Arti di Tunisi, seguendo un corso di scultura. Nel 1957, dopo essersi trasferito a Parigi, dove diventa assistente d'atelier di Guy Laroche e poi di Christian Dior. In questi anni Alaïa conosce donne che diventeranno poi muse ispiratrici della sua eleganza, come Cécile de Rothschild e Greta Garbo. Proprio la Garbo incarna la sua icona. Per lei crea pantaloni, pullover e un cappotto dal taglio maschile, capi saranno per sempre pezzi basici del guardaroba femminile.

Azzedine Alaïa fonda il marchio eponimo nel 1979

Il suo marchio, fondato nel 1979, dal 2000 al 2007 entra a far parte del gruppo Prada, fino a quando, nello stesso anno, lo stilista ricompra la sua etichetta. Dal 2012, il brand Azzedine Alaïa fa capo al gruppo elevetivo del lusso Richemont che controlla anche Cartier, Piaget, Montblanc, Roger Dubuis e Giampiero Bodino.

La linea di ready to wear Azzedine Alaïa esordisce ufficialmente nel 1981 nel suo appartamento di rue de Bellechasse e nel 1982 raggiunge il successo mondiale grazie a una sfilata a New York.

Due anni fa La Galleria Borghese di Roma aveva ospitato una mostra che celebrava il genio della moda di Alaïa.

Nel 1984 lo stilista vince l'Oscar della moda francese e nel 1990 lancia il total look animalier.

Foto: Gabriel Bouys / AFP
Pietro Beccari nuovo ceo di Dior

Pietro Beccari, attuale amministratore delegato di Fendi, è stato nominato presidente e amministratore delegato di Christian Dior Couture al posto di Sidney Toledano, in carica dal 1994. Questo quanto comunicato da Lvmh in una nota.

Toledano a sua volta diventa presidente e ceo di Lvmh Fashion Group

Toledano a sua volta diventa presidente e ceo di Lvmh Fashion Group, ruolo attualmente affidato a Pierre-Yves Roussel, che è stato designato come special advisor di Bernard Arnault. Gli amministratori delegati di Céline, Givenchy, Loewe, Pucci, Kenzo, Marc Jacobs, Rossimoda e Nicholas Kirkwood riporteranno a lui.

Lvmh: le nomine di Beccari e Toledano saranno effettive da inizio 2018

Le nomine saranno effettive dall'inizio del 2018. A breve sarà annunciato il nuovo ceo di Fendi. "Sidney Toledano è la forza trainante del grande successo di Christian Dior Couture in tutto il mondo. Negli ultimi 25 anni ha svolto un lavoro straordinario nel promuovere l'eleganza e la modernità del brand attraverso il suo team di designer altamente talentuosi. Voglio manifestargli la mia profonda gratitudine e sono contento che continueremo a lavorare insieme e trarre vantaggio dalla sua esperienza", ha detto il patron di Lvmh, Bernard Arnault.

La nomina di Pietro Beccari segna una nuova era", ha aggiunto Arnault. "Essendo stato parte integrante del nostro Gruppo per 12 anni, Pietro ha un eccellente curriculum. Dopo diversi anni come direttore marketing di Louis Vuitton", ha spiegato Arnault, "ha supervisionato una forte crescita a Fendi, sfruttando appieno la creatività di Karl Lagerfeld e Silvia Venturini Fendi e allineandola attentamente all'influenza romana della Casa. Sarà un ottimo leader che dirigerà Dior verso un successo sempre maggiore in futuro".

Foto: Anne-Christine Poujoulat, Alberto Pizzoli / AFP

Fast retailing: Tadashi Yanai lascia nel 2019

Tadashi Yanai, presidente dell'azienda giapponese del fast fashion, ha annunciato che si ritirerà dal suo incarico nel 2019, al compimento dei suoi 70 anni.

Yanai ha sottolineato che nominerà al suo posto “la persona più adeguata all’interno del nostro board direttivo attuale”. Il manager resterà nel del consiglio di amministrazione della società, che ha archiviato l’ultimo esercizio con un fatturato pari a 14 miliardi di euro (+4 percento) e profitti netti a 895 milioni (+148,2 percento).

L'insegna giapponese Uniqlo sta ritardando lo sbarco sul mercato indiano a causa della difficoltà dell'azienda cui fa capo la catena, Fast Retailing, a trovare lo spazio giusto.

Il marchio giapponese di casualwear dovrebbe comunque entrare in questo mercato nel 2019. L'azienda ha chiesto una mano a Commercial Real Estate services per trovare uno spazio destinato a ospitare il primo store, nel nord dell'India. Al contempo il management è in trattative con i più grandi mall per trovare la location e pianificare lo sviluppo sul mercato indiano.

Fast Retailing ingloba i marchi Uniqlo, Comptoir des Cotonniers, Gu, Theory, Comptoir des Cotonniers, Princess Tam Tam e J Brand. Il gruppo ha pianificato di portare il numero degli store a 1104 entro la fine di agosto, focalizzandosi sulla Greater China e sulle regioni asiatiche.

Foto: Tadashi Yanai, Uniqlo website
Christopher Bailey lascia Burberry a marzo

Burberry ha appena annunciato che Christopher Bailey lascerà l'azienda a fine del 2018, dopo 17 anni. Come spiega il blasonato marchio inglese è arrivato il tempo per lui di seguire nuovi progetti creativi.

Lo stilista resterà presidente e chief creative officer fino al 31 marzo 2018, quando uscirà dal board. Bailey darà il suo appoggio totale al chief executive officer Marco Gobbetti e al suo team fino al 31 dicembre 2018 per gestire la transizione.

Bailey lavora da Burberry dal 2001

Fino dal suo arrivo nel 2001, Bailey ha guidato la trasformazione dell'azienda fino a farla diventare un brand del lusso a livello globale.

Bailey è diventato ceo e direttore creativo nel maggio del 2014. Nel suo ruolo, ha continuato a spingere e a lavorare per la crescita dei marchi, come spiega una nota stampa.

Lo scorso luglio è stato sostituito come ceo da Marco Gobbetti. Gobbetti è entrato nel gruppo il 27 gennaio per poi assumere in estate la carica di chief executive, al posto di Christopher Bailey (che è restato alla guida di Burberry fino al 7 luglio per poi assumere gli incarichi di presidente e chief creative officer).

"Burberry ha registrato una straordinaria trasformazione dal 2001 ed è stato fondamentale per il successo dell'azienda in questo periodo", ha detto Marco Gobetti.

"E' stato un grande privilegio per la mia vita lavorativa essere da Burberry, lavorare e imparara da questo straordinario gruppo di persone durante i passati 17 anni", ha spiegato Bailey.

Foto: Christofer Bailey, Credit Daniel Leal-Olivas / AFP
Fabio Bonfà è country manager Italia di Vente-privee e Privalia

Il Gruppo Vente-privee ha annunciato la nomina di Fabio Bonfà in qualità di country manager Italia di Privalia e vente-privee, i due brand del gruppo presenti anche in Italia. Il manager prende il posto di Valentina Visconti, nominata country manager Italia del Gruppo un anno fa.

Bonfà, classe 1977 e di origini italo-brasiliane, dal 2012 ha ricoperto il ruolo di country manager di Privalia Brasile, dove è stato protagonista dello sviluppo del sito sino alla posizione di leadership nel mercato brasiliano. Laureato in marketing al Puc (Pontificia Università Cattolica) di Campinas-San Paolo con una specializzazione in management presso la Fgv (Giulio Vargas Foundation) di Rio de Janeiro e al Babson College di Boston, Fabio Bonfà ha orientato la sua carriera nell’ecommerce ricoprendo posizioni manageriali in una serie di aziende digitali in Brasile, cominciando da Submarino.com e proseguendo poi con il lancio in Brasile di Extra.com, Centauro.com e Walmart.com.

“Sono molto felice di questa mia nuova responsabilità all’interno del Gruppo vente-privee”, ha detto Bonfà. “E’ un incarico che accolgo con entusiasmo, in cui potrò coniugare la passione per l’Italia, il mio background internazionale nel mondo ecommerce e la mia apertura al cambiamento come leva di successo in azienda. Spirito di team, centralità del cliente, expertise commerciale e intensa metodologia nel lavoro sono per me le parole chiave per accompagnare l’obiettivo di sviluppare un’offerta sempre più qualitativa per i due siti, con un’attenzione sempre più focalizzata sul servizio al cliente e una maggiore personalizzazione”.

Foto: Fabio Bonfà, credit Vente Privee group

Giovanni Zoppas vicepresidente di Marcolin e ceo della jv con Lvmh

Da ieri Giovanni Zoppas è vice presidente esecutivo di Marcolin Group, e mantiene alcune deleghe di carattere strategico legate alle aree licenze, affari internazionali, risorse umane, legale e comunicazione istituzionale.

Come annunciato in una nota dell'azienda, Zoppas assume anche, in qualità di ceo, la guida della joint venture tra Lvmh e Marcolin Group annunciata lo scorso gennaio.

"Lo scopo di questo cambiamento è quello di contribuire al raggiungimento delle migliori performance delle due società garantendo anche l'allineamento degli interessi delle stesse", spiega la nota.

Il ruolo di ceo in Marcolin Group viene ricoperto da Massimo Renon, già operativo nell’azienda da gennaio 2017 in qualità di general manager commerciale mondo.

Foto: Giovanni Zoppas e Massimo Renon, Marcolin press office
Marino Vago è il nuovo presidente di Sistema moda Italia

Marino Vago è il nuovo presidente di Sistema moda Italia. Il manager è amministratore delegato della Vago spa di Busto Arsizio. La candidatura, appoggiata dall’intera associazione, è stata approvata il 12 ottobre dal consiglio generale di Smi, mentre la proclamazione ufficiale avverrà durante l'assemblea dei soci 2018, in agenda a marzo.

La proclamazione ufficiale di Marino Vago a presidente Smi è in agenda a marzo

Vago è stato presidente degli Industriali della Provincia di Varese, vice presidente di Confindustria Lombardia, vice presidente di Confindustria durante la presidenza Montezemolo, e componente del comitato di presidenza di Sistema moda Italia.

"Marino Vago è protagonista attivo all’interno dell’azienda di famiglia e nel mondo associativo. Ha traghettato, insieme al fratello Augusto la trasformazione e modernizzazione della Tintoria Filati Bustese nell’attuale assetto della Vago spa. L’attività principale dell’azienda consiste nella nobilitazione di filati di cotone, lino, viscosa poliestere, lana e cachemire. L’azienda è particolarmente sensibile alla sostenibilità dei processi fin dal 1995, ottenendo negli anni attestazioni internazionali che certificano una produzione tessile completamente sostenibile", spiega Smi in una nota stampa.

“Con un grande lavoro di squadra il presidente Marenzi è riuscito a far riconoscere il tessile abbigliamento come uno dei principali settori dell’economia italiana, sia per i fatturati, sia per le quote di export e di saldo della bilancia commerciale”, ha detto Vago. “Ora dobbiamo fare un altro piccolo sforzo: avere la capacità, riunendo le eccellenti peculiarità dei nostri distretti tessili, di presentarci al mondo intero come un unico distretto capace di offrire le migliori, più moderne e innovative risposte a qualsiasi richiesta provenga dal mondo della moda e non solo”.

“Voglio ringraziare tutti i colleghi di Sistema moda Italia per questi anni di lavoro insieme. Rapporto con i territori, innovazione tecnologica e sostenibilità saranno i temi chiave sia per il monte sia per il valle, e saranno cruciali per la tenuta della filiera. In Sistema moda Italia abbiamo iniziato un percorso su questo, e Marino Vago è la persona più indicata per guidarlo al compimento. A lui faccio i migliori auguri di buon lavoro”, ha detto Claudio Marenzi, presidente uscente di Smi.

Foto: Marino Vago, credit Smi press office