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10 Corso Como: oggi la decisione sulle sorti del concept store

Scritto da Isabella Naef

16 set 2015

Business

Oggi si saprà qualcosa in più sulle sorti di 10 Corso Como. Come risulta a FashionUnited è attesa in tarda mattinata, infatti, una decisione del giudice, anche se si tratterà di uno step intermedio e non della decisione definitiva in merito alla richiesta di fallimento di Equitalia, successivamente al debito di circa 4 milioni di euro accumulato dalla Dieci srl con lo Stato.

Equitalia aveva concesso la rateazione e Dieci srl, in difficoltà finanziarie, aveva chiesto una proroga che non è stata concessa. I debiti accumulati, come è stato spiega a FashionUnited dallo studio legale Ichino, che rappresenta Dieci srl, sono debiti previdenziali e non, come erroneamente riportato da alcuni giornali, debiti derivanti da accetamenti relativi a dichiarazioni dei redditi non fedeli. Inoltre, spiegano dallo Studio Ichino, già un giudice si è espresso favorevolmente sul fatto che all'azienda doveva essere concessa una proroga che, di fatto, invece, Equitalia non ha accordato.

"A nostro avviso la società aveva diritto a una rateazione", spiegano dallo Studio Ichino, "la rateazione è prevista per tutti i contribuenti, ma in questo caso non è stata concessa".

Non resta che aspettare qualche ora per sapere cosa succederà al famoso concept store.

Intanto, il sito web, dove sono in vendita anche alcune collezioni, è aggiornato, e nel negozio regna l'atmosfera ovattata e lussuosamente asettica di sempre, mentre al quartier generale sono ottimisti sul futuro del concept store più internazionale e in voga di Milano.

Sta di fatto, però, che anche 10 Corso Como, concept store dai pavimenti bianchissimi, dai grandi lampadari, dalle teche trasparenti e dagli stand di design, ubicato in corso Como, una delle vie più cool di Milano, da sempre meta di giovani "alla moda" e sede dei negozi delle griffe meno "ingessate" rispetto a quelle di Montenapoleone, ma a più elevata contenuto fashion, ha risentito della crisi che ha colpito anche questo settore.

Equitalia ha fatto richiesta di fallimento per la “Dieci” srl, società cui fa capo 10 Corso Como a causa di debiti pregressi con lo Stato, di circa 4 milioni di euro

Il debito con Equitalia sarebbe di oltre quattro milioni per debiti scaduti e di circa mezzo milione dovuto alle sanzioni per i mancati pagamenti. Secondo Equitalia, Dieci Srl avrebbe chiesto e ottenuto una rateizzazione senza poi rispettarla.

Adesso, quindi, la decisione se accogliere o meno l'istanza di fallimento spetta al Tribunale di Milano.

La Dieci srl fa capo per il 99 alla Carla Sozzani Editore srl, mentre il restante 1 percento è di proprietà di Donato Maino.

Dal quartier generale milanese dell'azienda nessun commento ufficiale, anche se al telefono con FashionUnited viene ribadito che si tratta di "un equivoco" e che la situazione non è così grave. "Inutile lasciare commenti, aspettiamo le decisioni di domani (oggi, ndr) che saranno prese nelle sedi opportune".

In realtà stuoli di giapponesi, cinesi e clienti internazionali ma anche milanesi doc continuano a recarsi nel grande negozio lanciato nel 1990 da Carla Sozzani, delicata ma volitiva signora dai lunghi capelli biondi come la sorella Franca, direttore di Vogue Italia. Per la stampa e gli operatori del settore 10 Corso Como è quasi una seconda casa visto che le griffe organizzano spesso presentazioni ed eventi nel cortile dello store.

10 Corso Como è spesso paragonato al parigino Colette, concept store internazionale di rue Saint Honoré

A dare lustro all'indirizzo, che poi ha esportato il concept anche a Seoul, Pechino e a Shanghai (dove l'8 settembre è stato festeggiato il secondo anniversario dell'apertura) oltre alle collezioni di una serie di marchi che vanno da Courreges a Paco Rabanne, a Celine, da Azzedine Alaia a Marcelo Burlon, c'è anche la galleria fotografica dove hanno esposto fotoreporter e artisti dell'immagine, il bookshop, il caffè, un ristorante e un cortile dal sapore lussuosamente fané di un bel palazzo della vecchia Milano.

La crisi

Come detto in apertura a mettere in ginocchio la società è stata la crisi economica e poi quella dei consumi di cui hanno fatto e stanno facendo le spese tanti marchi ed esercizi commerciali in Italia. Solo nel 2014, come risulta dai dati della Federazione moda Italia, che rappresenta 35mila realtà del dettaglio e dell'ingrosso dei settori abbigliamento, tessile, tessuti per abbigliamento, pelletterie, accessori, articoli sportivi, il 2014 si è chiuso con un ulteriore saldo negativo di 3.378 imprese del dettaglio moda.