Addio Dfs, benvenuta Sephora: il grande arbitraggio di Lvmh, analisi dell'annata finanziaria 2025
Lvmh chiude l'esercizio 2025 con una nota di lucidità. Dopo l'euforia degli anni post-pandemia, il gruppo di Bernard Arnault registra un fatturato di 80,8 miliardi di euro, in calo del 5% su base pubblicata.
Sebbene questo calo nominale sia ampiamente accentuato dalla volatilità valutaria, in particolare dalla debolezza del dollaro e dello yen rispetto all'euro, la performance organica tiene meglio, con una leggera flessione dell'1% a perimetro e tassi di cambio costanti. L'utile operativo corrente segue questa tendenza e si attesta a 17,7 miliardi di euro, in calo del 9%.
Una redditività sotto l'effetto dei tassi di cambio
L'utile operativo corrente, indicatore chiave della performance reale, ha subito in pieno la volatilità valutaria, con un impatto negativo quantificato in 1,06 miliardi di euro. Questo fenomeno, unito alla leggera erosione delle vendite organiche, spiega la contrazione del margine operativo, ora fissato al 22% contro il 26,5% di due anni prima. Questo calo illustra un 'effetto forbice' in cui i costi fissi di una rete di oltre 6.200 boutique pesano su una base di ricavi meno dinamica, imponendo al gruppo una gestione più rigorosa dei propri investimenti.
Moda e pelletteria di fronte al rallentamento asiatico
Il pilastro centrale del gruppo, la divisione moda e pelletteria, non è immune a questo cambio di ciclo, con vendite in calo dell'8% su base pubblicata. Sebbene il margine operativo si mantenga al notevole livello del 35%, l'utile della divisione scende del 13%. Questa performance riflette la fragilità dell'area Asia (Giappone escluso), il cui peso nel mix globale è passato dal 31% al 26% in due anni. Se la resilienza di Loro Piana permette di limitare i danni, il rallentamento dei consumi nella Cina continentale impone una riflessione sulla dipendenza da questo mercato di volume per maison come Louis Vuitton o Dior.
La persistente fragilità di vini e alcolici
Il settore vini e alcolici costituisce il punto di attenzione più immediato, con un utile operativo crollato del 25% sull'anno. Al di là delle tensioni doganali sul Cognac negli Stati Uniti e in Cina, il gruppo si trova di fronte a una profonda trasformazione sociale. Il consumo mondiale di vino è sceso al livello più basso dal 1996, registrando un calo del 2,6% nel solo 2023, secondo l'Organizzazione Internazionale della Vigna e del Vino.
Di fronte a questa tendenza di fondo, segnata da un relativo disinteresse per i vini rossi e da un'ascesa degli stili di vita 'senza alcol' o più occasionali, Lvmh deve reinventare i suoi momenti di consumo. Il calo dei volumi di Champagne, scesi sotto i 61 milioni di bottiglie, dimostra che anche il segmento del lusso non è più completamente scollegato dalle realtà della salute pubblica. La sfida per il gruppo è ora quella di accompagnare questa sobrietà con un radicale riposizionamento verso l'alto e una diversificazione verso alcolici in linea con le nuove abitudini di consumo e l'evoluzione dei gusti.
Distribuzione selettiva: il paradosso di Dfs e l'ascesa di Sephora
In controtendenza, la Distribuzione selettiva si afferma come il principale motore di dinamismo, con un balzo del 28% del suo utile operativo corrente. Questa performance si basa su una strategia a doppio binario.
Da un lato, Sephora conferma il suo status di motore di crescita sostenibile. Catturando una clientela più giovane attraverso lanci esclusivi come il marchio Rhode, l'insegna guadagna quote di mercato e migliora i suoi margini grazie a un'efficace strategia omnicanale.
Dall'altro, la divisione ha certamente beneficiato di una drastica politica di 'razionalizzazione' delle operazioni di Dfs, ovvero le sue attività di duty free. Questa vigorosa compressione dei costi, spesso attuata per risanare un bilancio prima di una cessione, ha permesso al gruppo di presentare indicatori di redditività ottimizzati poco prima di concludere, a gennaio 2026, l'accordo per la vendita degli asset di Dfs nella Grande Cina. Liberandosi delle Gallerias di Hong Kong e Macao, Lvmh sancisce la fine di un modello di travel retail troppo esposto alle incertezze geopolitiche per ricentrarsi sul suo gioiello, Sephora.
Una gestione di bilancio che preserva il futuro
Nonostante queste sfide, la struttura finanziaria di Lvmh rimane di una solidità esemplare. Il cash flow operativo disponibile supera gli 11 miliardi di euro, in aumento dell'8%, garantendo al gruppo una totale autonomia strategica. Il rapporto di indebitamento netto, ridotto al 9,9% del patrimonio netto, testimonia una gestione prudente che preserva la capacità di investire in future acquisizioni. Il mantenimento di un dividendo proposto a 13 euro conferma la volontà del gruppo di stabilizzare la fiducia degli investitori, anche a costo di un rendimento più lineare.
In conclusione, Lvmh avvia una fase di transizione in cui la redditività per metro quadro prevale sull'espansione geografica. Il gruppo punta sull'iper-esclusività per giustificare prezzi elevati, epurando al contempo il proprio portafoglio dalle attività più volatili. L'esercizio 2026, segnato dall'implementazione delle nuove direzioni creative di Celine e Givenchy, servirà da barometro per misurare la capacità del numero uno mondiale di rinnovare la desiderabilità dei suoi marchi in un panorama economico frammentato.
Nota: l'analisi si basa sui dati consolidati al 31 dicembre 2025. Il dividendo annunciato è soggetto all'approvazione dell'assemblea generale prevista per il 23 aprile 2026.
Questo articolo è stato pubblicato originariamente sulle altre edizioni di FashionUnited e tradotto in italiano usando un tool di intelligenza artificiale.
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