Assolombarda: al momento il 49% delle imprese ha già progetti attivi sull’intelligenza artificiale

"Quest’anno, nonostante il contesto incerto, avremo una crescita migliore delle attese, sopra l’1%. È ancora troppo poco. Quell’uno virgola segnala un limite molto concreto alla capacità delle nostre imprese e del Paese di avanzare. E non possiamo abituarci, soprattutto quando i Paesi con cui ci siamo confrontati in questi mesi, dagli Stati Uniti ai mercati del Mercosur fino agli Emirati Arabi Uniti, hanno una crescita che corre a ritmi doppi rispetto ai nostri”, queste le parole di Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, ieri, al Teatro Dal Verme di Milano, nel corso dell’assemblea generale di Assolombarda, dedicata alle sfide della competitività e della politica industriale. Al centro della relazione del presidente la necessità di accelerare la crescita e la produttività, puntando sulla physical Ai, sull’internazionalizzazione e sulla capacità del territorio di trasformare l’innovazione in sviluppo industriale. Ai lavori hanno partecipato imprenditori, istituzioni: Giorgia Meloni, presidente del Consiglio dei Ministri; Emanuele Orsini, presidente di Confindustria; Giuseppe Sala, sindaco di Milano; Attilio Fontana, presidente di Regione Lombardia; monsignor Vincenzo Paglia.

Alvise Biffi, ieri durante l'assemblea generale di Assolombarda Credits: Assolombarda media

Biffi: "siamo il secondo Paese manifatturiero europeo"

“La produttività resta l’unica strada per generare benessere diffuso, a partire dai salari, per questo motivo dobbiamo insistere nel renderla la questione di politica industriale del nostro tempo. Sono diversi i fattori che da tempo bloccano la nostra corsa, tra questi i più importanti sono la dimensione delle imprese, la carenza delle competenze digitali, i pochi investimenti in ricerca e sviluppo, il circolo vizioso salariale e, sempre più, i costi dell’energia”, ha aggiunto Biffi.

“L’Intelligenza artificiale è una grande opportunità per invertire questa rotta. Come ha detto Ursula von der Leyen nel suo discorso sullo Stato dell’Unione, la vera partita dell’intelligenza artificiale per l’Europa si gioca nel portarla dentro l’economia reale: nella salute, nei trasporti, nell’energia. Per l’Italia significa un’opportunità imperdibile. Siamo il secondo Paese manifatturiero europeo, con filiere altamente specializzate e una conoscenza dei processi industriali costruita in decenni di produzione. Abbiamo quindi una base industriale sulla quale costruire un vantaggio competitivo anche nell’intelligenza artificiale. E nel Quadrilatero dei territori di Assolombarda, con Milano, Monza Brianza Lodi e Pavia, queste condizioni sono ancora più forti, perché la densità industriale incontra uno degli ecosistemi dell’innovazione più avanzati del Paese. E abbiamo l’industria degli innovation services che coniuga in modo perfettamente sinergico gli ingredienti di questa trasformazione: manifattura, tecnologica e servitizzazione”.

Biffi: "nel nostro territorio sono 750 mila i lavoratori coinvolti dalla trasformazione dell’Ai"

“Abbiamo coinvolto 700 aziende dei nostri territori, di settori e dimensioni diverse per capire a che punto siamo a livello di maturità e diffusione dell’intelligenza artificiale, insieme al Politecnico di Milano: i risultati ci dicono almeno tre cose. La prima è che la sua adozione sta accelerando. Al momento il 49% delle nostre imprese ha già progetti attivi sull’intelligenza artificiale e un altro 18% prevede di adottarla a breve. Si tratta di un buon segno perché a fine del 2024 la percentuale era inferiore al 20%. La seconda è che la dimensione dell’impresa fa la differenza, ma non è l’unico fattore. Lo stato di adozione, infatti, è pari al 40% nelle microimprese, al 41% nelle piccole, sale al 48% nelle medie e raggiunge il 79% nelle grandi aziende, ma nelle startup innovative siamo già al 77%, quasi quanto nelle grandi imprese".

“Ma la frontiera si sta spostando ancora. Adesso l’intelligenza artificiale sta uscendo dagli schermi per entrare nelle fabbriche, nei robot, nei magazzini, nei sistemi logistici, nelle macchine. È la physical Ai: l’incontro tra intelligenza artificiale e mondo fisico. E la prospettiva cambia parecchio. Perché quando la tecnologia deve diventare movimento, precisione, produzione, non bastano algoritmi, agenti e capacità di calcolo. Servono robotica, meccatronica, automazione, sensoristica, macchine utensili, componentistica, ingegneria. Serve industria. Serviamo noi. Questa è la nostra grande opportunità", ha osservato Biffi.

Numeri alla mano, inoltre, una impresa su tre che usa l’Ai prevede di aumentare l’organico. "Nel nostro territorio sono 750 mila i lavoratori coinvolti dalla trasformazione dell’Ai: un terzo della forza lavoro complessiva. E già oggi la domanda di competenze legate all’intelligenza artificiale è 1,4 volte la media nazionale. Se la tecnologia corre, le competenze devono tagliare il traguardo per prime”, ha sottolineato il presidente di Assolombarda.


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