• Home
  • News
  • Business
  • Barometro del giorno: l'88% dei consumatori consulta Vinted prima di acquistare un capo nuovo

Barometro del giorno: l'88% dei consumatori consulta Vinted prima di acquistare un capo nuovo

Le quote di mercato indicano chi vince oggi, ma non necessariamente cosa sta cambiando in profondità. Il dato chiave dell'ultimo report di impatto della piattaforma Vinted si impone proprio come uno di questi segnali importanti. Nel 2025, l'88% degli utenti della piattaforma dichiara di consultare Vinted prima di considerare l'acquisto di un articolo nuovo.

Questa constatazione invita a una rivalutazione completa del mercato. La questione non risiede più nella semplice crescita della seconda mano o nell'aumento dei volumi dei prodotti usati. L'insegnamento principale di questo indicatore è che il percorso d'acquisto nell'industria della moda sta subendo una modifica strutturale. La piattaforma di recommerce non si limita più a un ruolo di mercatino dell'usato digitale. Si è trasformata in un motore di scoperta di prodotti, in un comparatore di valore in tempo reale, in un punto d'ingresso privilegiato verso l'universo dei marchi e costituisce, per una quota crescente di consumatori, il primo contatto con un brand.

Nel frattempo, una grande maggioranza di marchi di moda continua a considerare il mercato secondario esclusivamente dal punto di vista della Responsabilità sociale d'impresa (Rsi), relegandolo a un argomento marginale, se non difensivo. Questa interpretazione si rivela errata. Dal momento che il mercato secondario influenza direttamente la percezione dei prezzi, la desiderabilità di un marchio, l'acquisizione di nuovi profili, la fidelizzazione dei clienti e il valore residuo dei prodotti, esso diventa uno strato strategico del modello di business dei brand. I marchi che trascurano di gestire il proprio mercato secondario perdono progressivamente il controllo del proprio valore.

Quando il valore percepito si costruisce al di fuori del circuito tradizionale

Il comportamento dei consumatori nei confronti del proprio guardaroba testimonia infatti questo passaggio da un modello lineare a una logica circolare. I vestiti non sono più visti come semplici spese a fondo perduto, ma come beni in grado di conservare un valore di rivendita.

  • Anticipazione della rivendita: il 41% degli utenti tiene conto del potenziale di rivendita di un capo prima ancora di acquistare un articolo nuovo nel commercio tradizionale.

  • Cura degli articoli: il 56% degli utenti afferma di prendersi maggior cura dei propri effetti personali per mantenerli in buone condizioni per i futuri acquirenti.

  • Guadagni finanziari: questa attenzione alla durabilità si traduce in flussi finanziari significativi, poiché 10,8 miliardi di euro sono tornati direttamente ai venditori tramite la piattaforma nel 2025.

Questo capitale finanziario reiniettato influenza direttamente le scelte di consumo nazionali. Il pricing secondario si impone ormai come un dato macroeconomico a tutti gli effetti. Circa la metà dei venditori sceglie di reinvestire i ricavi delle proprie vendite in nuovi acquisti di seconda mano sulla piattaforma, mantenendo così i prodotti in circolazione all'interno di un'economia circolare interna. In questo contesto, i marketplace digitali dettano nuove regole in materia di autorità sui prezzi. Il valore percepito di un marchio non si costruisce più solo all'interno della sua rete di distribuzione originale, ma viene negoziato ogni giorno sulle piattaforme di seconda mano, che convalidano o invalidano la desiderabilità a lungo termine di un brand.

Una leva di potere d'acquisto di fronte alle tensioni economiche

Al di là delle considerazioni di stile, la seconda mano si impone come una risposta concreta alle pressioni di budget delle famiglie. Il report della piattaforma tende a dimostrare che gli utenti hanno risparmiato un totale di 21,6 miliardi di euro sui loro acquisti di moda per adulti rispetto a quanto avrebbero speso al prezzo originale del nuovo. Questa performance equivale a pagare gli articoli in media il 72% in meno rispetto alla loro tariffa iniziale.

Meno adottando un approccio prudente che integra i saldi e le promozioni del commercio tradizionale, il risparmio reale per gli utenti raggiungerebbe ancora 11,6 miliardi di euro. Queste scelte finanziarie rispondono a diverse situazioni di budget, dettagliate dagli utenti durante le indagini della piattaforma.

Barometro Vinted: situazione finanziaria degli utenti (2025)

Descrizione della situazione finanziaria da parte degli utenti Percentuale
"Faccio attenzione alle mie spese, ma nel complesso va bene" 33 %
"Sono in una buona situazione finanziaria" 25 %
"Riduco alcune spese per risparmiare denaro" 19 %
Situazione di budget tesa (forte riduzione / ricerca di guadagni) 11 %
Rifiuta di rispondere / Non desidera pronunciarsi 11 %

Per le famiglie che affrontano restrizioni, questi risparmi escono dalla sfera del superfluo per finanziare le necessità quotidiane. Infatti, il 31% degli acquirenti utilizza il denaro risparmiato grazie alla seconda mano per coprire le spese correnti della famiglia, come il cibo o le bollette energetiche. Questa cifra sale al 43% tra gli utenti che dichiarano di attraversare chiare difficoltà finanziarie. Inoltre, il 60% degli utenti ritiene che questo modo di consumare permetta loro di gestire più efficacemente gli effetti dell'inflazione sul proprio budget quotidiano.

La misurazione delle emissioni di carbonio evitate al centro della transizione

L'argomento ambientale del consumo circolare si basa sul principio della sostituzione di un acquisto nuovo con un prodotto esistente, limitando così l'utilizzo delle risorse industriali. L'elemento centrale di questa dimostrazione risiede nel tasso di sostituzione della piattaforma, fissato al 76%. Questo dato indica che più di tre quarti delle transazioni effettuate sull'applicazione hanno di fatto annullato l'acquisto di un capo di abbigliamento nuovo.

Sul piano della contabilità del carbonio, la piattaforma indica di aver evitato l'emissione netta di 1.607 chilotonnellate di CO₂ equivalenti nel 2025. Per concretizzare questo impatto, il report precisa che questo volume equivale teoricamente a 164.000 viaggi intorno alla Terra in auto, ovvero una distanza di 6.589.823.090 chilometri. Per strutturare questa modellizzazione, l'analisi si basa su una metodologia di valutazione conforme ai principi della norma Iso 14067, sviluppata in collaborazione con l'esperto di settore Impact Institute. I calcoli includono le emissioni evitate a livello di produzione industriale, ma deducono sistematicamente gli impatti negativi generati dall'attività propria della piattaforma.

Ogni transazione genera in media 1,22 kg di Co₂ equivalente, includendo la produzione degli imballaggi, i consumi energetici dei data center e i flussi logistici dei trasportatori. I flussi di consegna rappresentano la parte preponderante di questa impronta tecnica, ammontando al 94% del totale delle emissioni generate dall'attività nel 2025.

Dalla nicchia di settore alla nuova norma di consumo

L'evoluzione dei comportamenti si estende ormai oltre il solo perimetro storico dell'abbigliamento. L'interesse per il consumo circolare conquista nuove categorie di prodotti, dall'arredamento per la casa agli oggetti tecnologici. I dati operativi indicano che il 36% degli utenti che hanno acquistato articoli di moda nell'esercizio precedente ha esteso i propri acquisti ad altre tipologie di prodotti nel 2025. Per il 17% di loro, questo passo ha costituito la prima transazione al di fuori del settore della moda. Questa transizione si inserisce in un contesto di settore teso, in cui l'industria tessile mondiale rimane responsabile dal 2% all'8% delle emissioni globali di gas serra e affronta sfide importanti nella gestione dei rifiuti di produzione. L'accesso facilitato alle piattaforme di rivendita contribuisce a modificare la percezione dei consumatori, trasformando articoli un tempo considerati usa e getta in beni dotati di un valore economico duraturo.

Il rischio più sottovalutato dai marchi tradizionali risiede in questo cambiamento di abitudini. L'utente non cerca più un'alternativa di seconda mano dopo aver consultato il nuovo. Inizia la sua ricerca sul mercato secondario e si rivolge al commercio tradizionale solo se il prodotto rimane introvabile di seconda mano. Scosso da queste nuove abitudini, il settore della distribuzione deve integrare la circolarità non più come un'opzione eco-responsabile, ma come una condizione essenziale per la sua redditività futura.

Il barometro di un cambiamento culturale

L'evoluzione dei comportamenti si estende ormai oltre il solo perimetro storico dell'abbigliamento. L'interesse per il consumo circolare conquista nuove categorie di prodotti, dall'arredamento per la casa agli oggetti tecnologici. I dati operativi indicano che il 36% degli utenti che hanno acquistato articoli di moda nell'esercizio precedente ha esteso le proprie transazioni ad altre tipologie di prodotti nel 2025.

In definitiva, questo dato si impone come il vero barometro del giorno della trasformazione dei nostri modi di consumo. Il fatto che l'88% dei consumatori consulti Vinted prima ancora di considerare l'acquisto di un prodotto nuovo dimostra che l'usato non è più una semplice alternativa economica di riserva o una scelta impegnata. È diventato il punto di ingresso unico e il primo riflesso dell'atto di acquisto. Per i marchi tradizionali, questa cifra suona come un chiaro avvertimento, poiché coloro che si rifiuteranno di gestire il proprio mercato secondario su queste piattaforme perderanno inevitabilmente il controllo del proprio valore e della propria autorità sui prezzi.

Questo articolo è stato pubblicato originariamente sulle altre edizioni di FashionUnited e tradotto in italiano usando un tool di intelligenza artificiale.

FashionUnited ha implementato strumenti di intelligenza artificiale per ottimizzare la traduzione degli articoli sulle nostre piattaforme. Con una rete globale di giornalisti attivi in oltre 30 mercati, forniamo business intelligence e contenuti aggiornati in 9 lingue.

Questo permette ai nostri giornalisti di dedicare più tempo alla ricerca di notizie e alla stesura di articoli esclusivi.

Prima della pubblicazione, le traduzioni assistite dall'intelligenza artificiale vengono sempre riviste da un redattore. Se avete domande o commenti su questo processo, contattateci pure all'indirizzo info@fashionunited.com.


OPPURE ACCEDI CON
Barometro del giorno
Consumo
Seconda Mano
Vinted