Calzaturiero: export in crescita fuori dai confini Ue nei primi otto mesi

Nei primi 8 mesi dell’anno il settore calzaturiero ha registrato vendite estere in crescita in valore (+3,7 per cento), ma nel terzo trimestre la produzione è risultata in frenata (-5 per cento in quantità). In crescita l’export fuori dai confini Ue, in particolare verso Cina e Corea del Sud (+20 per cento e +11 per cento).

Secondo i risultati dell’indagine a campione condotta dal Centro studi di Confindustria moda per Assocalzaturifici, la Russia è risultata ancora in calo e sono rimasti deboli i consumi interni.

La congiuntura del calzaturiero non fa eccezione e ha registrato, nel secondo semestre, come molti altri settori industriali, un rallentamento. Lo hanno detto i risultati dell’indagine a campione condotta dal Centro studi di Confindustria moda per Assocalzaturifici, che ha evidenziato per i primi 9 mesi un calo in volume della produzione nazionale del -2,4 per cento, con un -5 per cento nella terza frazione dell’anno.

Un quadro poco brillante, dunque, in cui il mercato interno non ha dato segni di ripresa e con un indebolimento della domanda estera, soprattutto in volume.

Calzaturiero: gli Usa hanno evidenziato una crescita del 4,5 per cento in volume e il Canada, ha nesso a segno un +23,4 per cento

Assocalzaturifici è l’associazione che rappresenta a livello nazionale le imprese a carattere industriale che operano nel settore della produzione delle calzature. Conta circa 600 aziende iscritte ed è portavoce dell’eccellenza del settore calzaturiero italiano.

Tornando ai dati, risulta comunque ancora una volta l’export a trainare il calzaturiero italiano. Secondo le cifre ufficiali Istat, nei primi 8 mesi 2018 le esportazioni nazionali sono cresciute del 3,7 per cento in valore rispetto all’analogo periodo del 2017. Tra gennaio e agosto sono stati venduti all’estero 143,6 milioni di paia di calzature (in calo del -3,1 per cento) ma con un valore di poco inferiore ai 6,5 miliardi di euro: un record assoluto per il periodo considerato e un contributo notevole al saldo commerciale settoriale che, pur in lieve flessione, nei primi 8 mesi vale 2,9 miliardi di euro.

“Numeri che ribadiscono l’eccellenza della manifattura italiana sull’alto di gamma", ha affermato, in una nota, Annarita Pilotti, presidente di Assocalzaturifici. “Se da un lato aumenta del 2,7 per cento l’export in valore verso i paesi dell’Ue (dove sono destinate 7 scarpe su 10 della nostra produzione), dall’altro le vendite extra-Ue sono ancora più soddisfacenti e registrano incrementi del 4,7 per cento in valore e del 3,6 per cento in quantità, grazie soprattutto alle esportazioni verso la Cina, che segnano incrementi superiori al 20 per cento sia in volume che in valore. Non mancano però le difficoltà su diversi mercati di sbocco”.

Benché cresca in valore, l’Unione europea ha registrato una flessione del 6 per cento in quantità: tiene la Germania, che si conferma il primo mercato di riferimento in termini di volume (+0,2 per cento, con +2,4 per cento in valore); calano Francia, Spagna e Paesi Bassi (rispettivamente dell’8,7 per cento, del 9,8 per cento e del 13,9 per cento in quantità) e si registra un leggero arretramento per il Regno Unito (-1,1 per cento, ma con un +5,8 per cento in valore).

Fuori dai confini comunitari, ha Svizzera ha registrato +15 per cento in volume; il Far East (+3,6 per cento nell’insieme), grazie soprattutto alle performance della Cina (che è crescitua di oltre il 20 per cento) e della Corea del Sud (+11 per cento), che compensano i trend negativi di Hong Kong e Giappone (rispettivamente -7 per cento e -3,9 per cento).

Bene anche l’America Settentrionale: gli Usa hanno evidenziato una crescita del 4,5 per cento in volume e il Canada, ha nesso a segno un +23,4 per cento.

Foto: Assocalzaturifici
 

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