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Calzaturiero: nel 2021 recupero a doppia cifra ma la ripresa è disomogenea

Scritto da FashionUnited

6 gen 2022

Business

Pexels

Per il settore calzaturiero le proiezioni di chiusura d’anno indicano nell’insieme, per il panel di associati raggiunti dall’indagine del Centro studi di Confindustria moda, un recupero del fatturato del +16,2 per cento sul 2020, ma con un gap compreso tra il -10 e il -15 per cento rispetto ai livelli 2019 antecedenti l’emergenza sanitaria (-13,1 per cento la stima puntuale).

Numeri alla mano, nel 2021 il settore, dopo lo shock del 2020, è ripartito: i dati dei primi 9 mesi, nonostante un terzo trimestre fiacco, con domanda interna ed estera di poco sopra i livelli dello scorso anno dopo il forte rimbalzo nella frazione precedente (che si raffrontava con l’attività ridotta del lockdown), mostrano recuperi a due cifre nelle principali variabili congiunturali, ma divari ancora da colmare con la situazione pre-emergenziale.

I risultati migliori dalle esportazioni, che registrano un +17,6 per cento in valore sul 2020 e si sono portate a ridosso dei livelli pre-pandemia (-2,7 per cento, seppur con un -7 per cento in volume); bene Francia (+25 per cento) e Svizzera (+19 per cento), tradizionalmente legate al terzismo, Usa (+38 per cento) e Cina (+50 per cento, che ha già abbondantemente superato, +26 per cento, i livelli 2019).

Si consolida l’attivo del saldo commerciale (+24,6 per cento). Stentano invece i consumi interni: +10,5 per cento in spesa gli acquisti delle famiglie, ancora al di sotto di un 15 per cento rispetto a due anni addietro; resta in forte sofferenza lo shopping dei turisti stranieri.

La ripresa però non è per tutti, scrive il Centro Studi di Confindustria moda visto che in molte realtà procede a velocità ridotta: 3 aziende su 10 sperimenteranno a consuntivo un’ulteriore contrazione nel fatturato; solo per il 46 per cento l’incremento sarà superiore al +10 per cento (una quota piuttosto modesta, se si considerano i bassi livelli di partenza toccati nel 2020).

Ai timori che una nuova ondata di contagi possa ostacolare il percorso verso la normalità, si aggiungono gli aumenti nei prezzi delle materie prime e dell’energia.