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Caro energia: rischio chiusura almeno il 10 per cento delle attività commerciali

Scritto da FashionUnited

13 set 2022

Business

Pexels, BurakThe Weekender
Da qualche settimana le principali associazioni di categoria dell'industria e del commercio stanno lanciando un grido d'allarme sui rincari energetici che rischiano di mettere in ginocchio molte imprese.

"Caro energia e inflazione rischiano di mettere al tappeto 178.127 negozi di moda, tessile, abbigliamento, calzature, pelletterie e accessori in Italia in cui operano 293.497 addetti", hanno sottolineato Federazione moda Italia-Confcommercio, in una nota.

A lanciare l’allarme è il presidente nazionale di Federazione moda Italia-Confcommercio, Giulio Felloni

A lanciare l’allarme che pone a rischio chiusura almeno il 10 per cento delle attività commerciali della moda è il presidente nazionale di Federazione moda Italia-Confcommercio, Giulio Felloni, che chiede alla politica attenzione a un settore consapevole della situazione attuale che contribuisce in maniera importante alla produzione del Prodotto interno lordo, alla vitalità dei centri storici e all’attrattività turistica delle città italiane.

“Dopo le restrizioni e le chiusure, peraltro non ristorate in maniera soddisfacente, le bollette di gas e luce sono un ulteriore colpo da knock down per molti negozi che faranno fatica a rialzarsi. Sono costi che impatteranno sicuramente sulla tenuta e sui bilanci delle aziende. Chiediamo, pertanto, alle istituzioni come dovremo comportarci e chi pagare per primi tra bollette energetiche, tasse, fornitori, affitti, stipendi e servizi. Le nostre aziende si stanno impegnando per contenere i prezzi e rendere appetibili i prodotti destinati a un consumatore sempre più attento e con una capacità di spesa invariata", ha spiegato Felloni.

"Basti pensare che ad agosto l’inflazione è schizzata all’8,4 per cento, ma le variazioni tendenziali di abbigliamento e calzature sono aumentate solamente dell’1,7 per cento. Non vogliamo perdere ulteriori vetrine e insegne di negozi che, ci tengo a ricordare, svolgono una funzione sociale oltre che economica perché rispondono alle esigenze di aggregazione, di sicurezza e di normalità", ha aggiunto Felloni.

Chiesti anche un credito d’imposta sui canoni di locazioni commerciale e riduzione del cuneo fiscale

In sintonia con le richieste del presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, Federazione moda Italia lancia un appello alle forze politiche e al Governo con tre punti fondamentali. L’intervento immediato sul caro energia che possa compensare gli insopportabili rincari per i negozi di moda è il primo. Un credito d’imposta sui canoni di locazioni commerciale oltre al blocco degli aumenti Istat è il secondo. L’indispensabile riduzione del cuneo fiscale è il terzo. "Serve, inoltre, un’assunzione di responsabilità da parte dei fornitori di energia e gas che, in questo periodo, realizzano consistenti utili senza riversarne i vantaggi sulla collettività. Federazione moda Italia vuole continuare a dare coraggio e fiducia alle imprese che resistono, a quelle che potrebbero aprire e anche ai collaboratori e ai dipendenti che condividono con le aziende questo difficile momento”, ha aggiunto Felloni.

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