Cnmi: Brexit e guerra dei dazi pesano sull'industria della moda

Brexit, dazi e congiuntura internazionale incidono negativamente sull'andamento della moda italiana che esporta tanto. "Ma è un settore molto vitale che incide sul valore aggiunto dell'industria italiana del 12 per cento e impiega 700mila persone", ha detto questa mattina, a Milano, Carlo Capasa, presidente di Camera nazionale della moda italiana, durante la conferenza stampa di presentazione di Milano moda donna, kermesse che andrà in scena dal 19 al 25 febbraio.

"E' un'industria che ha un indotto pazzesco. A Milano solo l'indotto della fashion week, nel 2018, è ammontato a oltre 160 milioni di euro", ha aggiunto Capasa.

Carlo Capasa: il settore della moda è sempre molto vitale e ha un indotto pazzesco

Numeri alla mano, ha proseguito Capasa, dal +2,8 per cento stimato per il 2018, i primi sei mesi dell’anno “presentano una crescita modesta, con un tasso intorno all’1 per cento".

La settimana della moda proporrà 173 collezioni tra grandi marchi e giovani talenti.

Milano moda donna, che si concluderà il 25 febbraio, prevede 60 fashion show i in calendario (comprese le sfilate doppie di Armani ed Emporio Armani), tra cui il debutto di Alexandra Moura, stilista portoghese originaria di Lisbona; di Marios brand fondato da Mayo Loizou e Leszek Chmielewski che sfila supportato da Camera della moda, di Marco Rambaldi, giovane designer italiano e di Act N.1.

Tornano nel calendario Angel Chen, Bottega Veneta con il debutto di Daniel Lee, e Gucci, il cui fashion show è in agenda il 20 febbraio.Sono 10 le sfilate co-ed presenti in calendario: Antonio Marras, Atsushi Nakashima, Bottega Veneta, Byblos, Gcds, Giorgio Armani, Missoni, Moncler, Roberto Cavalli e Salvatore Ferragamo.

Foto: Max Mara, primavera estate 2019, credit Max Mara press office
 

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