Coin, i sindacati proclamano lo sciopero nazionale per il 18 giugno

Attraverso una nota Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs hanno annunciato che il 18 giugno sarà sciopero nazionale per le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo Coin. Lo sciopero nazionale del 18 giugno si svolgerà in concomitanza con il prossimo incontro convocato al ministero delle Imprese e del made in Italy alle ore 12. La mobilitazione sarà accompagnata da iniziative territoriali, presidi e momenti di partecipazione unitaria, con l’obiettivo di riportare al centro il lavoro, la dignità delle persone, la salute e la sicurezza, insieme alla necessità di un vero rilancio industriale e commerciale del Gruppo Coin.

Il 3 giugno Coin spa ha siglato un accordo strategico con Mango e ha deliberato un nuovo aumento di capitale fino a 30 milioni. Le iniziative "rappresentano le pietre miliari di un ampio piano industriale finalizzato al rilancio della catena e alla transizione verso un nuovo business model di Coin", spiegava il management in una nota.

A proclamare la giornata di agitazione sono state le organizzazioni sindacali di categoria di settore Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs, al termine delle ultime settimane di confronto e alla luce delle numerose criticità emerse nei territori nell’ambito dello stato di agitazione nazionale già dichiarato.

Coin conferma che sta dando piena applicazione a quanto è stato definito negli accordi siglati ad aprile con i sindacati

In merito allo sciopero nazionale, l'azienda "conferma che sta dando piena applicazione a quanto è stato definito negli accordi siglati ad aprile 2026 con le organizzazioni sindacali presso il ministero del Lavoro. Coin spa si è da subito attivata per favorire il ricollocamento interno dei propri dipendenti dei negozi in chiusura, rendendo note col massimo della tempestività tutte le posizioni vacanti su base locale e nazionale", ha sottolineato il management dell'azienda, aggiungendo di avere inoltre attivato con la Regione Lazio con celerità gli strumenti di politiche attive per favorire il ricollocamento esterno del personale di Roma Cola di Rienzo e promuovere percorsi formativi individualizzati, in cui sono già stati coinvolti circa un terzo dei collaboratori in forza presso il punto vendita di Via Cola di Rienzo a Roma.

"L’azienda ribadisce il pieno rispetto delle norme di legge in materia di organizzazione del lavoro, pianificazione oraria e carichi di lavoro, garantendo un presidio adeguato degli spazi di vendita. Per Coin spa la salute e la sicurezza degli ambienti di lavoro e dei propri collaboratori sono priorità assolute: come già noto ai sindacati, nel 2025 sono stati effettuati numerosi interventi di manutenzione straordinaria nei negozi e altri sono in programma nel 2026 con cospicui investimenti per ripristino di impianti e interventi strutturali, che coinvolgeranno 24 negozi", si legge nella nota di Coin. L'azienda fa sapere anche che continua ad avere fiducia che delle corrette relazioni sindacali possano essere ristabilite, e rimane convinta che il dialogo aperto e costruttivo con le parti sociali sia la chiave per gestire al meglio il processo di risanamento e di rilancio dell’azienda.

Per i sindacati la mobilitazione si inserisce in una lunga fase di crisi aziendale

"La mobilitazione si inserisce in una lunga fase di crisi aziendale, composizione negoziata e rifinanziamento del gruppo, che avrebbe dovuto accompagnare un percorso di risanamento, tutela occupazionale e rilancio della rete. Un percorso che, tra il 2025 e il 2026, ha già visto chiusure, cessazioni di attività, riorganizzazioni e ricorso agli ammortizzatori sociali in diversi territori", asseriscono i rappresentanti dei lavoratori.

“Nei punti vendita continuano a emergere condizioni di lavoro sempre più difficili, una gestione degli ammortizzatori sociali non coerente con l’organizzazione reale del lavoro e un quadro complessivo che continua a scaricare sulle lavoratrici e sui lavoratori il peso della riorganizzazione aziendale in assenza di concrete azioni di rilancio”, aggiungono i sindacati, secondo i quali le recenti comunicazioni aziendali rivolte alle lavoratrici e ai lavoratori non modificano il quadro delle criticità segnalate dai territori.

“Le segnalazioni che arrivano dai territori restituiscono una situazione diffusa di carenze organizzative, carichi di lavoro eccessivi, condizioni ambientali critiche e progressivo impoverimento dei presidi minimi necessari a garantire condizioni di lavoro adeguate”, proseguono Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.

Le organizzazioni sindacali chiedono inoltre chiarezza sugli investimenti annunciati

Particolarmente preoccupante, poi, è la situazione dei negozi interessati dagli ammortizzatori sociali. “Le percentuali applicate risultano in molti casi incompatibili con il mantenimento di un’organizzazione del lavoro sostenibile, con il presidio della sicurezza e con il corretto funzionamento dei negozi”, spiegano le organizzazioni sindacali. Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs segnalando, inoltre, criticità sulle ricollocazioni del personale dei negozi chiusi, sulla mancanza di informazioni chiare sul futuro della rete e sull’assenza di riscontri concreti sugli investimenti annunciati.

Le organizzazioni sindacali chiedono inoltre chiarezza sugli investimenti annunciati e sul reale piano di rilancio industriale e commerciale del gruppo. “Non è accettabile che il contenimento dei costi venga perseguito comprimendo gli organici, peggiorando le condizioni di lavoro e riducendo i livelli di presidio e sicurezza all’interno dei negozi”.


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