Compagnie financière Richemont compra Buccellati

Il gruppo ginevrino del lusso Compagnie financière Richemont, che ha già in pancia i marchi Cartier e Van Cleef & Arpels, ha acquisito il 100 per cento di Buccellati, azienda italiana di gioielleria, dai cinesi di Gangtai Holding. L'operazione si è conclusa ieri, ha sottolineato Richemont in una nota, e "non avrà alcun impatto finanziario significativo sulle attività nette consolidate di Richemont o sul risultato operativo per l'anno conclusosi il 31 marzo 2020".

"Buccellati è una delle poche maison nel mercato della gioielleria a essere complementare alle nostre maison di gioielli, in termini di stile, origini e artigianato", ha detto il presidente di Richemont, Johann Rupert. "Diamo il benvenuto ad Andrea Buccellati, alla sua famiglia e al suo team. Con loro condividiamo una cultura di costante ricerca di creatività, innovazione, qualità ed eccellenza. Non vediamo l'ora di garantire lo sviluppo a lungo termine di questa straordinaria maison di gioielli".

Richemont ha in portafoglio marchi come Baume & Mercier, Cartier, Iwc Schaffhausen, Jaeger-LeCoultre, Panerai, Piaget, Roger Dubuism Vacheron Constantin

"Siamo orgogliosi di unirci a Richemont, gruppo che ha una competenza indiscussa nella gioielleria", ha specificato Andrea Buccellati, presidente onorario e direttore creativo di Buccellati.

Fondata a Milano nel 1919 da Mario Buccellati, la griffe dei gioielli è conosciuta in tutto il mondo per le sue creazioni realizzate artigianalmente con tecniche risalenti al Rinascimento. Nel dicembre del 2016 Buccellati diventò cinese in quanto Clessidra (fondo di investimento sotto il cui controllo era passata nel 2013) e la famiglia cedettero Buccellati a Gangtai.

Le vendite di Compagnie financière Richemont, nel primo quarter compreso tra il 31 marzo e il 30 giugno, sono risultate in aumento del 12 per cento, a cambi correnti e del 9 per cento a cambi costanti, a quota 3.740 milioni di euro, rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Una crescita a doppia cifra è stata registrata in Giappone e Asia Pacifico, e a una cifra nelle Americhe. Dati, spiega l'azienda svizzera, che hanno compensato ampiamente la contrazione di Europa, Middle East e Africa. Nel dettaglio, in Europa le vendite sono risultate in flessione dell'1 per cento rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Le vendite nelle Americhe hanno segnato un + 1 per cento, grazie alla perfornance dei marchi di gioielleria. Middle East e Africa, invece, sono risultate in flessione del 12 per cento.

Il canale di vendita online ha registrato un aumento a due cifre delle vendite. La progressione del 7 per cento delle vendite di Cartier e Van Cleef & Arpels è stata sostenuta da gioielli e orologi. Le vendite sono cresciute in tutte le regioni a eccezione del Medio Oriente e dell'Africa. La posizione finanziaria netta del Gruppo al 30 giugno 2019 ammontava a 2,4 miliardi di euro (2018: 2,2 miliardi di euro).

Richemont ha in portafoglio marchi come Baume & Mercier, Iwc Schaffhausen, Jaeger-LeCoultre, Panerai, Piaget, Roger Dubuism Vacheron Constantin; Yoox Net-a-porter group,Watchfinder & Co, Dunhill, Alaïa, Chloé, Montblanc e Peter Millar.

Foto: Olaf Tamm Hamburg Germany per Richemont

 

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