Confcommercio: è concreta una moderata recessione tecnica

I segnali di rallentamento e di una possibile inversione del ciclo economico, dopo sette trimestri di forte recupero, continuano ad essere parzialmente attenuati da indicazioni meno negative provenienti dal mercato del lavoro e dalle aspettative delle famiglie e delle imprese. "La famiglie patiscono l’elevata inflazione in termini di minore potere d’acquisto: se gli interventi di sostegno da parte del governo neutralizzano in buona parte, specialmente per le fasce più deboli, la riduzione del valore reale dei redditi correnti, poco o nulla possono sulle perdite in conto capitale, cioè sulla ricchezza detenuta in forma liquida. Emergono, di conseguenza, comportamenti di acquisto e consumo più prudenti, soprattutto in relazione ai beni", spiega, oggi, Confcommercio.

Negli undici mesi del 2022, l’Icc si mantiene 4,6 punti percentuali inferiore rispetto al 2019

Numeri alla mano, a ottobre la produzione industriale ha mostrato una riduzione congiunturale dell’1,0 per cento e dell’1,3 per cento su base annua. Stando alle indicazioni degli imprenditori, il trend non dovrebbe modificarsi nel breve periodo. "Nonostante i segnali di minore dinamicità dell’economia, il mercato del lavoro evidenzia, anche a ottobre, incoraggianti seppure moderati segnali di crescita (+0,4 per cento del numero di occupati). In lieve ripresa è risultata, a novembre, la fiducia degli operatori del commercio al dettaglio, a segnalare le attese, forse le speranze, di un recupero della domanda in occasione degli acquisti per le festività di fine anno", prosegue Confcommercio. Anche a novembre i consumi, espressi nella metrica dell’Icc (Indicatore dei consumi di Confcommercio), hanno evidenziato un rallentamento, con una riduzione dello 0,7 per cento nel confronto annuo, effetto di una flessione della domanda per i beni (-1,7 per cento) e di una crescita per i servizi (+2,3 per cento).


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