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Confcommercio: solo 73 miliardi per le spese a dicembre 2020

Scritto da Isabella Naef

1 dic 2020

Il Natale potrebbe dare nuovo impulso alle vendite. L'indagine dell'Ufficio Studi Confcommercio sui consumi di Natale e tredicesime, infatti, nonostante la crisi e un calo pesante dei consumi, intorno al 12 per cento rispetto all'anno scorso, indica che le famiglie sembrano voler reagire e non rinunciare comunque ai regali.

Chi può spenderà per i regali una cifra solo un po’ più bassa di quella dello scorso anno (164 euro contro i quasi 170 del 2019)

Le tredicesime saranno più più leggere, con una forte riduzione di coloro che faranno regali: da quasi l’87 per cento del 2019 a poco più del 74 per cento, si legge in una nota di Confcommercio. Chi può, spenderà per i regali una cifra solo un po’ più bassa di quella dello scorso anno (164 euro a testa contro i quasi 170 del 2019).

Il mese di dicembre, che per i consumi commercializzabili vede ridursi il suo valore economico da 81 a 73 miliardi, resta comunque il mese più importante dell’anno, sottolinea Confcommercio.

"Se ci fossero condizioni più favorevoli di contesto e di fiducia: molti italiani potrebbero spendere le risorse involontariamente accumulate durante il lockdown per mancanza oggettiva di opportunità di consumo. I risparmi detenuti in forma liquida sono cresciuti di 80 miliardi di euro nei primi sei mesi del 2020 rispetto alla prima parte del 2019", indica l'Ufficio studi Confcommercio.

Nel 2019 il mese di dicembre valeva 110-115 miliardi di euro di spese per consumi (inclusi affitti, utenze, servizi, ecc.), pari a circa 81 miliardi per le sole spese commercializzabili, cioè alimentari, abbigliamento, mobili, elettrodomestici bianchi e bruni, computer, cellulari e comunicazioni, libri, ricreazione, spettacoli e cultura, giocattoli e cura del sé, alberghi, bar e ristoranti. Nel 2020 questa spesa (fortemente correlata al benessere economico delle famiglie) scende a circa 73 miliardi di euro correnti.

L’ammontare complessivo delle tredicesime quest’anno è inferiore a quello dell’anno scorso (41,2 miliardi contro 43,3 del 2019) prevalentemente a causa del calo dell’occupazione e della cassa integrazione guadagni, pertanto anche la quota di tredicesima destinata a consumi risulta in calo di circa il 12 per cento con una riduzione di spesa per famiglia dell’11,1 per cento, scesa a 1.334 euro da 1.501 euro del 2019.

"Sarà un Natale difficile anche dal punto di vista economico. La crisi rallenta i consumi e l'emergenza Covid obbliga ancora molte imprese a restare chiuse come quelle della ristorazione. Ma c’è tanta voglia di ripartire che va incoraggiata. Bene, come da noi richiesto, che l’ultimo decreto preveda l’esonero degli oneri fiscali per le imprese più penalizzate. Un’attenzione necessaria che chiediamo anche per gli indennizzi che devono essere ancora rafforzati”, ha sottolineato il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.

Foto: Pexels