• Home
  • News
  • Business
  • Confcommercio sul decreto Cura Italia: bisogna fare di più e alleggerire le tasse

Business

Confcommercio sul decreto Cura Italia: bisogna fare di più e alleggerire le tasse

Scritto da Isabella Naef

17 mar 2020

Ieri Palazzo Chigi ha reso note le misure del decreto legge che introduce misure di potenziamento del servizio sanitario nazionale e di sostegno economico per famiglie, lavoratori e imprese connesse all’emergenza epidemiologica da Covid-19, approvato su proposta del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, dei ministri dell’Economia e delle finanze, Roberto Gualtieri; dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli; del Lavoro e delle politiche sociali, Nunzia Catalfo; e della Salute, Roberto Speranza.

Confcommercio: bisogna fare presto e di più anche sul fronte della ricostruzione e di alleggerimento delle tasse

Il decreto interviene con provvedimenti su diversi fronti: finanziamento e altre misure per il potenziamento del Sistema sanitario nazionale, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici impegnati sul fronte dell’emergenza; sostegno all’occupazione e ai lavoratori per la difesa del lavoro e del reddito; supporto al credito per famiglie e micro, piccole e medie imprese, tramite il sistema bancario e l’utilizzo del fondo centrale di garanzia; sospensione degli obblighi di versamento per tributi e contributi nonché di altri adempimenti fiscali ed incentivi fiscali per la sanificazione dei luoghi di lavoro e premi ai dipendenti che restano in servizio.

Immediata la reazione di Confcommercio che ha accolto bene quanto stabilito dal Governo auspicando, però, anche altri provvedimenti.

Secondo la Confederazione, “bisogna fare presto e di più anche sul fronte della ricostruzione tramite buoni investimenti e buone scelte in materia di semplificazione, di innovazione e di alleggerimento delle tasse ma anche con strumenti mirati di impulso della domanda".

“Per quanto fin qui emerso, Confcommercio segnala, nell’immediato, la scelta, per settori particolarmente colpiti dall’emergenza (turismo e pubblici esercizi, trasporto passeggeri e trasporto merci, imprese culturali, eccetera) e per soggetti con ricavi o compensi non superiori ai 2 milioni di euro, della sospensione di adempimenti e scadenze fiscali e contributive relativi al mese di marzo, nonché (per i soli settori ‘critici’) di adempimenti e scadenze contributive anche per il mese di aprile. Andrebbero però tenuti in considerazione anche gli appuntamenti di aprile fin qui non sospesi. Si renderà comunque necessaria una più ampia e inclusiva ‘moratoria fiscale’, anche in riferimento alle criticità della ripresa dei versamenti già da maggio e della loro insufficiente rateizzazione, nonché all’esigenza di intervenire anche sul versante dei tributi locali. Per i soggetti non rientranti nella sospensione, risulta poi davvero troppo breve il rinvio tecnico dei versamenti nei confronti delle pubbliche amministrazioni dal 16 al 20 marzo”, ha sottolineato, attraverso una nota, Confcommercio.

“Sul versante dell’accesso al credito e del sostegno della liquidità di rilievo il potenziamento per 1,2 miliardi di euro delle disponibilità del Fondo centrale di garanzia con innalzamento della garanzia diretta fino all’80 per cento e della riassicurazione fino al 90 per cento, nonché la moratoria sui prestiti bancari fino a settembre 2020. Andrà comunque dato particolare impulso all’erogazione di nuovo credito. E ciò non solo con il previsto supporto di Cassa Depositi e Prestiti alle banche, ma anche attraverso una rivisitazione in sede europea delle normative prudenziali in materia di capitale bancario", ha aggiunto Confcommercio.

"Sempre in sede europea, andrà tempestivamente definito un regime d’aiuto straordinario. Si registra, ancora, l’introduzione di un credito d’imposta sulle locazioni commerciali nella misura del 60 per cento: troppo modesta, però, la previsione di una sua applicazione al solo mese di marzo 2020”, ha aggiunto la Confederazione.

“Così pure va segnalata l’indennità in favore di lavoratori autonomi e professionisti, prevista come ‘una tantum’ nella misura di 600 euro per il mese di marzo e di cui è stata annunciata la riproposizione per il mese di aprile. In favore di lavoratori autonomi e professionisti, si rende inoltre possibile l’intervento del Fondo di solidarietà per i mutui prima casa", spiega la nota.

“Bisogna fare presto e di più anche sul fronte della ricostruzione. Con buoni investimenti e buone scelte in materia di semplificazione, di innovazione e di alleggerimento delle tasse, come ha ricordato il presidente Conte. Ma anche con mirati strumenti di impulso della domanda: a partire, quando sarà il momento, dal sostegno delle vacanze in Italia degli italiani”, ha concluso Confcommercio.

Per ulteriori notizie sul coronavirus e i suoi effetti sull'industria della moda cliccate qui

Foto: Confcommercio website