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Consumatori europei preoccupati per l'aumento dei prezzi

Scritto da Isabella Naef

4 ago 2022

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Ancor prima che scoppiasse la guerra tra Russia e Ucraina, l'aumento dei prezzi era la prima preoccupazione dei consumatori europei. Nella sua ultima indagine, Consumer Pulse, McKinsey, società di consulenza, mostra che i cittadini europei hanno una visione negativa dello stato dell'economia e delle prospettive di ripresa.

Di fronte all'aumento dei prezzi, i bilanci delle famiglie continuano a mutare. I bisogni primari, come cibo, trasporti ed energia, rappresentano la quota maggiore. Molti consumatori si rivolgono ora alle marche private, ai discount o a marchi più convenienti. D'altra parte, la spesa per i piaceri o come voce discrezionale è in calo, così come il risparmio. Oltre un terzo degli intervistati, si legge in una nota, riferisce di una diminuzione della spesa per i beni non alimentari.

I baby boomer sono i più cauti: solo un quarto che ha intenzione di fare spese

Stando all'indagine, la maggior parte dei consumatori europei non intende fare acquisti speciali nei prossimi sei mesi e solo il 38 per cento degli intervistati ha in programma di fare spese generali. Questo rappresenta un calo in ogni categoria di vendita al dettaglio dall'ottobre 2021. Di tutti i gruppi generazionali, la Generazione Z è l'unica in cui la maggior parte dei consumatori ha intenzione di concedersi qualche sfizio, con acquisti di abbigliamento e cene fuori casa come scelte popolari. I baby boomer sono i più cauti in questo senso, con solo un quarto che ha intenzione di fare spese.

I risultati dello studio sono confermati in particolare in Francia, dove i retailer di abbigliamento hanno registrato un calo delle vendite del 7,2 per cento nel giugno 2022 (dato provvisorio del Panel Ifm), rispetto al giugno 2021. Tuttavia, diversi fattori hanno suggerito che l'aumento del 21,2 per cento registrato a maggio sarebbe stato confermato il mese successivo, un periodo caratterizzato dal ritorno dei turisti e dai saldi estivi.

Le indagini condotte dall'inizio dell'anno confermano che le preoccupazioni dei consumatori per l'inflazione si sono solo intensificate. Il sentimento e la fiducia dei consumatori rimangono bassi, anche se non peggiorano nella maggior parte dei luoghi, e la riduzione dei consumi si è intensificata. Queste tendenze si confermano in Francia, Germania, Italia, Spagna e Regno Unito, anche se con una leggera differenza.

Sebbene il Covid-19 sia ancora presente in Europa, la sua importanza è stata di gran lunga superata da altre preoccupazioni nella testa del pubblico, in particolare l'aumento dei prezzi. Numeri alla mano, il 53 per cento dei consumatori europei cita l'aumento dei prezzi (rispetto al 44 per cento di aprile) come preoccupazione principale. Il conflitto in Ucraina rimane la seconda preoccupazione più citata. Il 15 per cento degli intervistati ne parla, rispetto al 24 per cento di aprile.

La pandemia, che ha dominato la vita pubblica negli ultimi due anni, è ora solo al quinto posto nella lista delle principali preoccupazioni.

Inoltre, in tutti i Paesi, l'aumento dei prezzi è considerato particolarmente preoccupante per i consumatori a basso reddito e per i millennial, mentre i consumatori ad alto reddito e i baby boomer sono i più propensi a identificare l'invasione dell'Ucraina come la loro principale preoccupazione.

L'indagine European Consumer Pulse Survey di MacKinsey è stata condotta tra l'8 e il 12 giugno 2022 su un campione di 1.000 persone in ciascuno dei Paesi elencati.

Foto: Pexeles, Anna Shvets

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