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Consumi a -47 per cento: per Sangalli "rischio danni permanenti"

Scritto da Isabella Naef

19 mag 2020

Il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, lancia un allarme all'indomani della pubblicazione dei dati dell'Ufficio studi. "Rischio di danni permanenti all'economia", ha ammonito il presidente Sangalli: "ad aprile i consumi sono crollati del 47 per cento col rischio di danni permanenti all'economia. E’ iniziata la Fase 2, sosteniamo il coraggio e la responsabilità delle imprese che tra mille difficoltà ripartono. Sosteniamo la sicurezza individuale che diventa sicurezza collettiva. Sosteniamo questa voglia di ripresa con indennizzi più robusti e liquidità vera. E con più certezze. Serve un piano di ricostruzione complessiva del Paese che oggi ancora non c’è”.

Tra i segmenti che sono riusciti a registrare un segno positivo alimentazione domestica, comunicazioni ed energia

Da ieri possono riaprire circa 800mila imprese, ma il completo lockdown di aprile ha avuto conseguenze che il sistema economico italiano non ha mai sperimentato dopo la seconda guerra mondiale, scrive l'Ufficio studi. Infatti, dopo la flessione del 30,1 per cento di marzo, nel mese scorso i consumi sono crollati, rispetto ad aprile 2019, del 47,6 per cento. Pochissimi i segmenti che sono riusciti a registrare un segno positivo (alimentazione domestica, comunicazioni ed energia), per molti altri, invece, soprattutto quelli legati alle attività complementari alla fruizione del tempo libero, la domanda è stata praticamente nulla.

La ripartenza, iniziata già dopo Pasqua e in via di rafforzamento nella prima settimana di maggio, come risulta sia dai consumi giornalieri di energia elettrica, sia dalle percorrenze dei veicoli leggeri, si presenta ancora densa di difficoltà, sottolineano gli esperti della associazione delle imprese del commercio.

"Il rimbalzo congiunturale del 10,5 per cento del Pil, stimato per il mese di maggio, appare modesto se confrontato alle cadute di marzo e aprile e, nel confronto annuo, la riduzione è ancora del 16 per cento", si legge nella nota dell'Ufficio studi.

Intanto, tra i provvedimenti previsti dal decreto Rilancio a favore delle imprese colpite dall’emergenza coronavirus, figura l’erogazione di contributi a fondo perduto. Gli aiuti sono per gli “esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo e di reddito agrario, titolari di partita Iva”, a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell'ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2019.

I criteri per accedere sono il tetto di fatturato, pari a 5 milioni di euro, e la perdita di ricavi subita in aprile rispetto allo stesso mese del 2019: ma per avere diritto al contributo le imprese e i lavoratori autonomi devono rispettare anche altri requisiti.

"Importante la scelta di procedere alla soppressione delle clausole di salvaguardia in materia di conti pubblici e di liberare così l’economia e la società italiana dalla prospettiva dell’automatismo degli aumenti di Iva e accise. E importanti sono, ancora, gli appostamenti di risorse per il sistema delle garanzie, nonché le misure per l’accelerazione dei tempi di pagamento delle pubbliche amministrazioni e giuste le misure volte al sostegno della messa in sicurezza degli ambienti di lavoro (tax credit e bandi Inail). Ma resta necessario ed urgente fare di più”. Questo il commento di Confcommercio sul “decreto rilancio”.

L'associazione ha specificato che nel testo “il giusto principio del ricorso al contributo a fondo perduto a titolo di ristoro delle cadute di fatturato registrate dalle imprese trova una traduzione operativa riferita al solo mese di aprile e con un meccanismo di percentualizzazione per classi di ricavi, che rischia di generare, a partire dalle imprese più piccole, effetti modesti”.

Bene “la cedibilità del credito d’imposta (riferito al trimestre marzo-maggio) per locazioni commerciali ed affitti d’azienda a locatari e concedenti, nonché a terzi e al sistema bancario” che però non risolve del tutto il problema dei mancati pagamenti dei canoni per crisi di liquidità. Abbuonato il pagamento del saldo Irap 2019 e del primo acconto Irap 2020, viene inoltre prorogata a settembre la ripresa dei versamenti dei tributi e dei contributi sospesi per aprile e maggio. Restano comunque le esigenze di una moratoria fiscale più inclusiva e di più lunghe rateizzazioni”.

Foto: Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio, Confcommercio website