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Consumi: a novembre balzo dell’abbigliamento (+36 per cento)

Scritto da Isabella Naef

16 dic 2021

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Pexels

Secondo le stime di Confcommercio il 2021 si chiude all’insegna di molteplici incertezze. La recrudescenza della pandemia e l’emergere di nuove varianti stanno portando, in molti Paesi, all’inasprimento delle misure di contenimento. “A questo si aggiungono i timori legati ai possibili effetti della ripresa dell’inflazione. Allo stato attuale è sempre più difficile ipotizzare un rientro nel breve periodo di questa tendenza. L’Italia, al momento, appare in condizione più favorevole rispetto ad altre economie, sia dal punto di vista pandemico sia da quello della diffusione e dell’intensità dell’incremento dei prezzi. Tuttavia, si consolidano i timori per una crescita meno brillante del previsto per il 2022.

Per Confcommercio la prima parte del prossimo anno dovrebbe vedere un innalzamento dell’inflazione oltre la soglia del 4 per cento

Sul versante dei consumi, aggiunge Confcommercio, la stima per novembre, condizionata nella sua dimensione dal raffronto con un periodo di forti restrizioni, consolida la tendenza alla ripresa della domanda per i servizi. L’Indicatore dei consumi Confcommercio (Icc) indica, nel confronto annuo, una variazione dell’11,6%, frutto di una crescita del 46,8 per cento per i servizi e del 2,6 per cento per i beni. Nonostante i recuperi registrati dalla scorsa primavera, la domanda delle famiglie si mantiene ancora a livelli significativamente più bassi rispetto al 2019. Per alcuni segmenti dei servizi bisognerà attendere almeno fino alla fine del 2022 per tornare sui livelli pre-pandemici.

A dicembre il Pil, stando alle stime di Confcommercio, dovrebbe proseguire il rallentamento manifestato già a novembre, con una riduzione dello 0,3 per cento congiunturale. Nel confronto annuo la crescita si dovrebbe attestare al 6,7 per cento, dato determinato dal raffronto con un mese in cui nel 2020 il periodo festivo fu connotato da uno stretto lockdown. La suddetta valutazione conferma la stima di una crescita del Prodotto interno lordo nel 2021 del 6,2 per cento.

La minor dinamicità dell’economia si associa a un progressivo innalzamento dell’inflazione. Per il mese di dicembre Confcommercio stima un incremento dei prezzi al consumo dello 0,3 per cento su base mensile e del 3,8 per cento su base annua. Nella media del 2021 i prezzi al consumo dovrebbero segnalare una crescita dell’1,9 per cento, lasciando peraltro un’eredità molto pesante al 2022.

Per Confcommercio, inoltre, la prima parte del prossimo anno dovrebbe vedere un innalzamento dell’inflazione oltre la soglia del 4 per cento, impattando sui comportamenti di spesa delle famiglie che patirebbero una riduzione del potere d’acquisto tanto del reddito corrente quanto della ricchezza detenuta in forma liquida.

Nonostante l’emergere di molti elementi d’incertezza il sentiment degli imprenditori del commercio al dettaglio segnala a novembre un positivo recupero (1,3% su ottobre), sulla spinta delle attese favorevolmente orientate per le per le festività di fine anno. Il PIL, secondo le nostre stime, consolida a dicembre la tendenza al rallentamento, con una riduzione dello 0,3% su novembre. Nel confronto annuo la variazione si attesterebbe al 6,7% (tab. 1).

A novembre 2021 l’Indicatore dei consumi Confcommercio (ICC) segnala un incremento, su base annua, dell’11,6 per cento in significativa crescita rispetto ai mesi precedenti. Le dinamiche più positive si rilevano per la domanda legata al turismo e alla fruizione del tempo libero. Una situazione analoga, scrive Confcommercio, “si rileva anche per l’abbigliamento e le calzature, settore particolarmente colpito dal calo della domanda nel 2020.