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Consumi: il comparto in maggiore sofferenza è l'abbigliamento e accessori

Scritto da Isabella Naef

7 set 2021

Business

Pexels Mentatdgt

Lievi miglioramenti per i consumi negli ultimi mesi. Luglio 2021 mostra, infatti, ancora segnali di sofferenza delle vendite su luglio 2019 con una perdita del -22 per cento, ma lo scenario rispetto al 2020 evidenzia un miglioramento del +8 per cento a totale mercato.

L’Osservatorio permanente sull’andamento dei consumi nei settori ristorazione, abbigliamento e non food elaborato da Confimprese-Ey traccia il benchmark di luglio 2021 su luglio 2019 nell’anno pre-Covid.

La linea di demarcazione, si legge in una nota, passa tra il 2019 e il 2021 con segnali ancora fortemente negativi in tutti i settori tra il 2019 e il 2020. Luglio 2021 mostra una modesta inversione di tendenza, ma la strada per tornare ai livelli pre-Covid “è ancora molto lontana”, dicono gli esperti. Il confronto dei primi 7 mesi dell’anno mostra livelli simili a quelli del 2020 (+3 per cento) ma ancora distanti dai primi 7 mesi del 2019 (-40 per cento).

Nel raffronto con il 2019 l’abbigliamento segna -27 per cento

Nel raffronto con il 2019 il segno meno caratterizza ancora tutti i settori merceologici analizzati. Il comparto in maggiore sofferenza è quello di abbigliamento/accessori con -27 per cento. In parziale miglioramento rispetto ai dati disastrosi dei mesi precedenti la ristorazione con - 19 per cento, mentre il non food chiude a -7 per cento.

Tra i canali di acquisto, oltre al -53 per cento del travel che continua a soffrire maggiormente le conseguenze della pandemia, troviamo i centri commerciali in flessione a -23 per cento (erano a - 18 per cento nel mese di giugno vs giugno 2019) e gli outlet a -17 per cento. Dato negativo per le high street a -28 per cento.

Quanto alle aree geografiche la peggiore è il Centro (Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Sardegna) -25 per cento, seguito dall’area Nord-Est -23 per cento (Emilia-Romagna, Triveneto) e Nord-Ovest -22 per cento (Lombardia, Piemonte, Liguria, Valle d’Aosta). Segue a breve distanza l’area Sud -19 per cento (Campania, Calabria, Sicilia, Abruzzo, Molise, Puglia, Basilicata).

Dati incoraggianti per Milano, Firenze, Torino e Venezia

“Come da previsioni, sostenute dai dati Istat di questi giorni”, ha spiegato Mario Maiocchi, direttore centro studi retail Confimprese, “abbiamo un mese di luglio 2021 che performa discretamente rispetto a luglio 2020. Il che accorcia le distanze dalle flessioni registrate nei mesi passati. Ma, attenzione, la strada è lunga, il raffronto con luglio 2019 è ancora perdente e mostra un mercato dei consumi in sofferenza. L’auspicio è che il prossimo trimestre, grazie all’attuale andamento dell’economia che ci pone ai primi posti in Europa, possa portare benefici anche al retail”.

“Con il -22 per cento”, ha commentato Paolo Lobetti Bodoni, consulting market leader di Ey in Italia, “anche a luglio registriamo un calo importante delle vendite rispetto allo stesso mese del 2019, precedente alla crisi pandemica. Nonostante i saldi, il settore delle vendite ha dunque ancora molto terreno da recuperare nei mesi a venire in quanto il bilancio da inizio anno corrisponde al -40 per cento rispetto al 2019.  Oltre al tracollo osservato nel travel, è significativo notare come i trend peggiori si registrino in particolare nell’abbigliamento/accessori e nelle high street, a dimostrazione dell’impatto che il lavoro da remoto ha avuto su questi settori, e prevediamo che questo fenomeno possa avere anche in futuro un effetto sia sulla quantità sia sull’ubicazione degli acquisti”.

Nell’analisi per città nel periodo luglio 2021 rispetto a luglio 2020 solamente nelle città di Napoli - 10 per cento e Palermo -3 per cento si rilevano risultati caratterizzati dal segno negativo. Tra le principali città del Paese che registrano dati incoraggianti e dal segno positivo figura Torino +6 per cento, Roma +10 per cento, Genova +11 per cento e Bologna +13 per cento. Sul podio nel medesimo arco temporale spiccano Milano +14 per cento, Firenze +20 per cento e medaglia d’oro per Venezia con +25 per cento che recupera in parte il tracollo dell’anno scorso.