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Corneliani: potrebbe essere Marco Boglione (BasicNet) il cavaliere bianco

Scritto da Isabella Naef

13 gen 2021

Acque ancora agitate per Corneliani. L'azienda, infatti, dopo l'incontro di ieri presso la Prefettura di Mantova e dopo il ritiro dell'offerta da parte del fondo inglese Blackwood Fashion Investments Limited, naviga a vista e rimane in attesa, forse, di un altro cavaliere bianco, Marco Boglione, presidente e fondatore di BasicNet spa, azienda torinese quotata a Borsa Italiana, che ha già in pancia i marchi Kappa, Robe di Kappa, Jesus Jeans, K-Way, Superga, Sabelt, Briko e Sebago.

Boglione: "ci servono almeno tre mesi per presentare un nostro piano per Corneliani

Nei giorni scorsi Boglione, come riporta l'agenzia di stampa Ansa, ha affermato, "ci servono almeno tre mesi per presentare un nostro piano per Corneliani. I margini per il rilancio ci sono. E’ un bel marchio italiano, un'azienda fantastica. con un prodotto famoso nel mondo. C'è una differenza rispetto agli altri nostri asset: Corneliani ha un’importante componente industriale che finora manca al nostro gruppo. Valutiamo”.

Ieri è stata depositata la richiesta di rinvio del piano concordatario. Sempre ieri i lavoratori dell'azienda hanno scioperato per 7 ore, dando seguito allo stato d'agitazione che prevedeva nel complesso 32 ore di scioperi. "Cinquecento famiglie a Mantova e 2.000 nel mondo sono appese a questa proroga (del piano concordatario, ndr)", ha spiegato al quotidiano La Voce di Mantova, Michele Orezzi della Filctem-Cgil.

"Abbiamo bisogno che lo Stato aiuti l'impresa", ha aggiunto Gianni Ardemagni (Femca Cisl), spianando la strada a una eventuale offerta da parte di BasicNet.

Intanto, come ha sottolineato la stessa Corneliani attraverso una nota, il fondo inglese con quartier generale a West Byfleet, nel Surrey, "ha ritirato l'offerta in quanto non in grado di supportarla con le adeguate evidenze e garanzie richieste".

"Lo scenario ancora negativo del settore moda e le particolari difficoltà del comparto dell'abbigliamento formale maschile non hanno permesso di finalizzare positivamente le interlocuzioni con i potenziali investitori che in questi mesi si sono avvicinati per valutare l’opportunità di investimento nella Corneliani". Insomma, l'azienda ribadisce la mancanza di alternative concrete, almeno al momento. La speranza, quindi, è che BasicNet si faccia avanti quanto prima con un'offerta nero su banco.

Corneliani è un marchio storico italiano di abbigliamento maschile fondato nel 1958. L'etichetta è venduta in 62 Paesi. Nel giugno del 2016 l'azienda ha ceduto la maggioranza a Investcorp, società di private equity con oltre 30 anni di esperienza. Nell'ambito dell'operazione, alcuni membri della famiglia Corneliani, sono rimasti come azionisti della società al fianco di Investcorp. Un anno fa il Tribunale di Brescia ha respinto il ricorso della famiglia Corneliani contro gli amministratori nominati dal fondo Investcorp. La querelle tra i due azionisti del marchio arrivò in tribunale alla fine del 2019.

Il giudice ha ritenuto il ricorso della famiglia, presentato ai sensi dell'art.2409 del codice civile, "inattuale". Per il Tribunale non sarebbe praticabile l'intervento giudiziario visto che le irregolarità gestionali denunciate dalla famiglia Corneliani sono state segnalate agli organi della società "da oltre un anno", oltre al fatto che si sarebbe già "consumata" la loro "potenzialità lesiva".

"Un’iniziativa a tutela della società e non contro di essa, che la famiglia, suo malgrado e responsabilmente, si è vista costretta a compiere nei confronti degli amministratori nominati da Investcorp per denunciare e auspicabilmente rimuovere una situazione di grave irregolarità gestionale". Così, nel dicembre 2019, la famiglia Corneliani aveva deciso di spiegare le ragioni della battaglia giudiziaria avviata nei confronti del socio di maggioranza Investcorp.

"Dopo aver ricevuto il controllo di un'azienda sana, Investcorp ne ha gravemente pregiudicato il valore negli ultimi tre anni; dopo essersi impegnato a investire nell’azienda 20 milioni di euro, Investcorp ne ha versati solo una minima parte e tuttora, nonostante le sue responsabilità e le gravi conseguenze subìte dall’azienda e da tutti gli stakeholder, non mostra disponibilità a onorare fino in fondo e in tempi rapidi il proprio impegno", affermavano, attraverso una nota, Cristiano, Corrado e Stefano Corneliani.

Scritto da Isabella Naef

Foto: Corneliani website