Deloitte Global powers of luxury goods 2019: LVMH è prima

Il fatturato generato nel 2017 dalle vendite dei beni di lusso dei primi 100 gruppi al mondo è stato pari a 247 miliardi di dollari, in crescita del 13.8 percento rispetto all’anno precedente. Il 76 per cento delle prime 100 società di beni di lusso ha registrato una crescita delle vendite nel corso del 2017.

Chanel è entrata direttamente nella Top 10, posizionandosi al sesto posto

Questi alcuni dei dati emersi dal Deloitte Global powers of Luxury goods 2019. Il report identifica le 100 principali società di beni di lusso a livello globale, sulla base delle vendite consolidate di beni di lusso nell'esercizio 2017 (per gli esercizi finanziari che si concludono il 30 giugno 2018), utilizzando i dati disponibili al pubblico e valuta le loro prestazioni in tutte le aree geografiche e di prodotto.

Stando allo studio, inoltre, le prime dieci aziende della classifica generano il 48 percento del fatturato complessivo della Top 100.

Luxottica è in quinta posizione, Prada al 21esimo posto e Giorgio Armani in 26esima posizione

Chanel, che proprio lo scorso anno, per la prima volta, ha reso pubblici i propri dati di bilancio, è entrata direttamente nella Top 10, posizionandosi al sesto posto. Con 24 aziende nella Top 100, l’Italia è ancora il primo Paese del settore a livello di presenza. Nella classifica, nel dettaglio, figurano Luxottica, in quinta posizione, Prada (21esimo posto) e Giorgio Armani (26esimo).

Dati alla mano, spiega una nota di Deloitte, Moncler è l’azienda meglio performante tra le italiane in classifica, Furla ha registrato il tasso di crescita di vendite più alto, 18.7 per cento.

A tassi di cambio costanti, il tasso di crescita per i primi 100 player è stato del 10,8 per cento, un significativo incremento di ben 9,8 punti percentuali rispetto allì’1 per cento della crescita dell’anno precedente. La sesta edizione del Global powers of luxury goods, lo studio annuale di Deloitte, è stato presentato il 2 aprile a Londra al London luxury law summit da Giovanni Faccioli, Deloitte fashion and luxury leader per l’Italia.

Per il terzo anno consecutivo,il quintetto dei cinque migliori player del lusso è composto da LVMH Moët Hennessy Louis Vuitton Se, The Estée Lauder Companies Inc., Compagnie Financière Richemont Sa, Kering Sa e Luxottica Group spa.

Quest'anno, si legge nella nota, "si inizia a sentire la competizione rappresentata dalle aziende dei paesi asiatici: sono ben sei le aziende della regione Asia-Pacific presenti nella classifica delle 20 fastest growing, e complessivamente 20 nella classifica delle Top 100, prevalentemente appartenenti al settore gioielleria".

“Per il terzo anno consecutivo, il mercato del lusso continua a registrare una crescita positiva nonostante le sfide poste dall’economia globale. La decelerazione economica che ha avuto luogo nei principali mercati, tra cui la Cina e l'Eurozona, non ha infatti intaccato la domanda per i beni di lusso, che si prevede continuerà a crescere anche in futuro", ha affermato Patrizia Arienti, Deloitte Emea fashion and luxury leader.

"Il consumo dei prodotti di lusso in Europa è infatti rimasto stabile, sia grazie ai tassi di cambio favorevoli, sia grazie agli acquisti dei turisti stranieri. Non è da trascurare l’influsso crescente dell’area asiatica, sia in termini di risultati finanziari delle aziende, sia in termini di domanda. È proprio l’Asia che rappresenta il motore della crescita di questo settore, con i consumatori cinesi che guidano il consumo dei beni di lusso sia in patria che all’estero", ha aggiunto Arienti.

Foto: Louis Vuitton via Facebook
 

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