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Deloitte Global powers of luxury goods 2021: Hermès per la prima volta in top ten

Scritto da Isabella Naef

1 dic 2021

Business

Hermès website

Il fatturato generato nel full year 2020 dalle vendite dei beni di lusso dei primi 100 gruppi al mondo è pari a 252 miliardi di dollari, meno 20 miliardi rispetto all’anno precedente.

2020: nonostante l’impatto negativo del Covid, sono sempre più numerose le aziende del made in Italy in classifica

EssilorLuxottica (settimo), Prada (23esimo) e Giorgio Armani (29esimo) sono i tre principali player italiani in classifica. Moncler è l’azienda con le performance complessive più costanti, rientrando per quattro anni consecutivi tra le aziende a più rapida crescita. EssilorLuxottica costituisce il 68 per cento delle vendite della categoria borse e accessori nel Full year 2019.

È quanto emerge dall’ottava edizione del Global powers of luxury goods, lo studio annuale di Deloitte, che esamina e classifica i 100 Top player del settore fashion & luxury a livello globale, sulla base delle vendite consolidate nell’anno fiscale 2020 (che definiamo come l’esercizio di 12 mesi relativo all’anno solare 2020).

“Nonostante la pandemia, le 100 più grandi aziende di beni di lusso al mondo hanno generato vendite per 252 miliardi di dollari nel full year 2020, 29 miliardi in meno rispetto all’anno passato”, si legge in una nota.

A tassi di cambio costanti, i primi 100 player hanno complessivamente subito perdite del -12,2 per cento, ma con un profit margin positivo del 5,1 per cento. “Nel full year 2020 l’importanza delle migliori aziende del lusso è evidente: le quindici aziende con vendite di prodotti di lusso superiori a 5 miliardi di dollari hanno contributo al 63 per cento delle vendite totali della Top 100”, specifica la nota.

“In questo periodo di cambiamento e di grande incertezza dovuto alla pandemia, l’appeal delle aziende del settore lusso si è riconfermato. Infatti, pur avendo registrato delle perdite, il comparto è stato capace di re-inventarsi ed accellerare un processo di trasformazione considerevole, portando concetti quali sostenibilità, omnicanalità, economia circolare, innovazione, al centro delle proprie strategie di crescita per i prossimi anni. Oggi più che mai le aziende di questo settore sono in grado di essere vicine ai consumatori in termini di servizio, produzione, ascolto e condivisione dei medesimi valori”, ha commentato Giovanni Faccioli, Deloitte fashion & luxury leader per l’Italia.

La top ten dei big del lusso è pressoché stabile rispetto al 2019, con un principale cambiamento: Hermès entra per la prima volta nella top ten al nono posto, registrando anche la migliore performance in termini di net profit: 21,7 per cento. Per il quarto anno consecutivo, il quartetto dei migliori player del lusso è composto dai colossi Lvmh Moët Hennessy Louis Vuitton Se, Kering SA, The Estée Lauder Companies Inc. e Compagnie Financière Richemont Sa. Il gruppo L’Oréal Luxe e Chanel rimangono stabili rispettivamente al quinto e sesto posto, così come EssilorLuxottica SA al settimo posto.

La top 10 mostra un leggero miglioramento della quota delle vendite di tutte le aziende nella classifica Deloitte, passando dal 51,2 per cento del full year 2019 al 51,4 per cento del full year 2020. Nonostante tutta la Top 10 abbia registrato una diminuzione delle vendite, eccezion fatta per Pvh, tutte le aziende hanno chiuso l’anno con un net profit positivo. Nel suo complesso, la Top 10 mostra un net profit più alto rispetto alla totalità delle aziende nella top 100.

Ancora più che negli anni precedenti, l’Italia con il suo made in Italy si conferma paese leader nel settore, posizionando ben 26 aziende tra le 100 che costituiscono la graduatoria. I nuovi ingressi di questa edizione vedono protagonisti Golden Goose (86esimo), Sportswear Company (Stone Island) (88esimo), CrisConf (Pinko) (100esimo) sono i quattro nuovi ingressi italiani tra i big del lusso mondiale.

Moncler è il brand con la performance migliore nel corso degli anni

Delle aziende italiane in classifica, circa due terzi operano nel comparto dell’abbigliamento e calzature, mentre sono cinque le aziende che appartengono alla categoria borse e accessori – costituendo più della metà delle aziende nella categoria stessa (56 per cento). La decrescita delle vendite di beni di lusso delle nostre aziende su base annua per il full year 2020 è stato del -21,5 per cento con un net profit margin quasi pari a zero (-0,6 per cento). EssilorLuxottica, stabile al settimo posto anche nel Fy 2020 è, l’unica azienda italiana presente in Top Ten. EssilorLuxottica, il gruppo Prada e Giorgio Armani sono i tre principali player italiani in classifica e, in forma aggregata, rappresentano quasi la metà (47 per cento) delle vendite di beni di lusso realizzate nel FY20 dalle aziende italiane presenti nel ranking. Complessivamente, Moncler è il brand con la performance migliore nel corso degli anni: per il sesto anno consecutivo rientra tra i Fastest 20, e nel full year 2020 ha ottenuto uno dei net profit margin più alti della top 100: 20,9 per cento, secondo solo a Hermès.

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