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Deloitte Global powers of luxury goods: EssilorLuxottica e Prada tra le prime venti

Scritto da Isabella Naef

23 nov 2020

Il fatturato generato nell’intero anno 2019 dalle vendite dei beni di lusso dei primi 100 gruppi al mondo è pari a 281 miliardi di dollari, in crescita di 15 miliardi rispetto all’anno precedente. Questo quanto emerso dal Deloitte Global powers of luxury goods 2020

EssilorLuxottica è anche quest’anno, l’unica azienda italiana presente nella lista delle prime dieci

Per la prima volta, le prime 10 società di lusso hanno contribuito a più della metà delle vendite totali dei beni di lusso delle prime 100 società. Nella top ten anche EssilorLuxottica (settima). Prada (diciannovesima) e Giorgio Armani (ventiseiesima posizione) sono i tre principali player italiani in classifica.

Moncler è l’azienda con le performance complessive più costanti, registrando per tre anni consecutivi una crescita a doppia cifra per vendite e net profit margin.

Con 22 aziende nella Top 100, l’Italia è ancora il primo Paese del settore a livello di presenza, ma contribuisce solo al 12,4 per cento del valore delle vendite totali dei primi cento player.

A tassi di cambio costanti, si legge in una nota, il tasso di crescita per i primi 100 player è stato dell’8,5 per cento, una lieve flessione di 1,1 punti percentuali rispetto al picco di 9,6 per cento raggiunto nel 2018.

La settima edizione del Global powers of Luxury Goods, lo studio annuale di Deloitte, esamina e classifica i 100 Top Player del settore fashion e luxury a livello globale, sulla base delle vendite consolidate nell’anno fiscale 2019.

Per il terzo anno consecutivo, il quartetto dei migliori player del lusso è composto dai colossi Lvmh Moët Hennessy Louis Vuitton, Kering, The Estée Lauder Companies Inc. e Compagnie Financière Richemont. Nel FY2019, il gruppo L’Oréal Luxe sostituisce Chanel al quinto posto in classifica; EssilorLuxottica rimane stabile al settimo posto. The Swatch Group perde due posizioni, scendendo al decimo posto.

l’Italia con il suo made in Italy si conferma Paese leader

nel settore, posizionando ben 22 aziende tra le 100 che costituiscono la graduatoria ### In generale, come negli anni precedenti, l’Italia con il suo made in Italy si conferma Paese leader nel settore, posizionando ben 22 aziende tra le 100 che costituiscono la graduatoria. Di queste, circa due terzi operano nel comparto dell’abbigliamento e calzature, mentre il 23 per cento appartiene alla categoria borse e accessori, costituendo più della metà delle aziende nella categoria stessa.

EssilorLuxottica, che rimane stabile al settimo posto, è anche quest’anno, l’unica azienda italiana presente nella lista delle prime dieci.

Il 2019 è stato anche l’anno in cui sei dei grandi marchi del lusso italiano sono tornati a registrare una crescita positiva: Giorgio Armani, Otb, Dolce & Gabbana, Ferragamo, Ermenegildo Zegna e Twinset.

Il dato esclude i brand italiani facenti parte dei grandi conglomerati francesi.

“Il settore dell’abbigliamento e delle calzature continua a fornire il contributo maggiore in termini di numero di aziende nella Top 100, tuttavia sono quelle con la dimensione media più piccola: soli 1,212 miliardi di dollari. Si tratta inoltre del settore più tradizionale: più della metà di queste 37 società sono ancora caratterizzate da una conduzione familiare e più di un terzo sono italiane. Le aziende italiane costituiscono anche il 56 per cento della categoria borse e accessori. Queste due categorie di prodotto, marcatamente all’insegna dell’italianità, hanno visto un anno di crescita positiva rispetto al 2018, rispettivamente di +3,4 e +1,8 punti percentuali”, ha commentato Giovanni Faccioli, Deloitte fashion and luxury leader Italia.

Foto: Prada, dall’ufficio stampa