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Digital commerce B2B in Italia: in crescita del 6 per cento le aziende attive

Scritto da Isabella Naef

21 giu 2021

Business

Il 55 per cento delle aziende italiane business to business, con fatturato pari o superiore a 2 milioni di euro, è attivo nelle vendite online con un proprio sito ecommerce o tramite i marketplace, segnando una crescita nell’ultimo anno del +6 per cento delle imprese che utilizzano i canali digitali di vendita rispetto al +2,5 per cento registrato nei precedenti anni. L’85 per cento delle aziende buyer intervistate ha già fatto acquisti online (+18 per cento rispetto al 2019) e il 40 per cento delle aziende seller business to business usa i canali digitali per il marketing e le fasi prevendita.

Questi alcuni dei dati della ricerca di Netcomm, realizzata intervistando 800 aziende seller e buyer business to business italiane e presentata durante Netcomm Focus B2B.

Esiste ancora un 29 per cento di aziende italiane seller business to business che è “no digital”

“I nuovi modelli e canali digitali stanno pervadendo tutte le attività commerciali del business to business. Il 56 per cento delle aziende buyer ha attivato fornitori che sono stati individuati per la prima volta grazie a una ricerca online o altri strumenti digitali, dato che sale al 70 per cento per le aziende di maggiori dimensioni; erano il 33 per cento nel 2019 e sono in crescita di oltre il +60 per cento rispetto a fine 2019", ha commentato Roberto Liscia, presidente di Netcomm.

"Tuttavia vi è ancora un 29 per cento di aziende italiane seller business to business che è “no digital” e purtroppo questa quota è cresciuta nell’ultimo anno di tre punti percentuali dimostrando che la crisi sanitaria ed economica in atto ha costretto una parte delle aziende a rallentare il proprio processo di digitalizzazione. Le barriere principali per le aziende non ancora attive con qualche forma di ecommerce business to business sono la difficoltà a comprendere il valore dei canali digitali per il loro posizionamento e la percezione di una complessità generale del progetto di digitalizzazione", ha aggiunto Liscia.

Nel dettaglio, la vendita con il proprio sito ecommerce è la tipologia di attività business to business digital commerce più diffusa tra i seller, pari al 47 per cento, in crescita rispetto al 2019, e include la vendita sia con sito aperto, sia con sito chiuso, ovvero riservato ai clienti attivati con i canali tradizionali. La vendita online tramite marketplace è presente nel 15 per cento dei casi, ma il dato sale al 31 per cento per le aziende oltre i 10 milioni di euro fino ad arrivare al 51 per cento per le aziende heavy digital (aziende che hanno un ecommerce attivo e diverse attività digital nelle fasi pre e postvendita) mostrando una crescita rispetto al 2019 importante nell’uso dei marketplace per le aziende di dimensioni maggiori.

L’obiettivo prioritario nell’utilizzo degli strumenti digitali da parte dei buyer è diventato, nell’ultimo anno, quello di comprare direttamente online, spiega la ricerca. Una motivazione che risulta trasversale alle dimensioni delle aziende e che è aumentata del +50 per cento rispetto al 2019. La focalizzazione sulla possibilità di comprare online è divenuta più rilevante in un periodo in cui gli acquisti tramite canali tradizionali sono diventati più complicati. Cresce anche la finalità di uso dei canali digitali per l’inserimento e la gestione degli ordini, usata dal 37 per cento delle aziende buyer.

I principali benefici attesi dai buyer riguardano il miglioramento nelle tempistiche dei processi d’acquisto e la riduzione dei costi commerciali, mentre i rapporti consolidati con i fornitori tradizionali sembrano essere una delle maggiori barriere all’acquisto online oltre che alla percezione di non convenienza e complessità del progetto ecommerce rispetto al posizionamento dell’azienda.

Foto: Pexels, Karolina Grabowska

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