Export: abbigliamento, pelli e accessori a +7,3 per cento nei sei mesi

L'Istat stima un aumento di 554 milioni di euro (da +5.174 milioni a giugno 2018 a +5.728 milioni), con esportazioni su dell'1,2 per cento e importazioni giù del 2,1 per cento. Numeri alla mano, nei primi sei mesi dell'anno l'avanzo commerciale ha raggiunto i 22.107 milioni.

L'aumento congiunturale dell'export è determinato dall'incremento delle vendite verso i mercati extra Ue (+3,9 per cento) mentre quelle verso i Paesi Ue risultano in diminuzione (-1 per cento). Nel secondo trimestre del 2019 si registra un aumento congiunturale per entrambi i flussi commerciali con l'estero, più intenso per le esportazioni (+1,7 per cento) che per le importazioni (+1,2 per cento). Sempre giugno 2019 la diminuzione dell'export su base annua è pari a -3,5 per cento, spiega Confcommercio, ed è determinata dalla flessione delle vendite registrata sia per l'area Ue (-4,6 per cento) sia per quella extra Ue (-2,1 per cento). Analogamente le importazioni sono in diminuzione (-5,5 per cento) sia dall'area Ue (-6,1 per cento) sia dai mercati extra Ue (-4,7 per cento).

Su base annua, i Paesi che contribuiscono maggiormente alla diminuzione delle esportazioni sono Germania (-8,0 per cento), Svizzera e Paesi Opec (-13,5 per cento per entrambi), e Francia (-3,8 per cento), mentre si registra un aumento delle vendite verso gli Stati Uniti (+4,1 per cento) e il Giappone (+27,9 per cento).

Nei primi sei mesi del 2019, l'aumento su base annua dell'export (+2,7 per cento) è stato determinato principalmente dalle vendite di articoli farmaceutici, chimico-medicinali e botanici (+28 per cento), prodotti tessili e dell'abbigliamento, pelli e accessori (+7,3 per cento), prodotti alimentari, bevande e tabacco (+6,9 per cento). Si stima che il surplus commerciale aumenti di 554 milioni di euro (da +5.174 milioni a giugno 2018 a +5.728 milioni a giugno 2019).

Foto: Pexels

 

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