Export del bello e ben fatto a 18 miliardi in sei anni

Nei prossimi sei anni l'export di prodotti italiani di alta gamma, come moda e design, verso i nuovi mercati potrebbe aumentare del 40 percento fino a quota 15 miliardi, addirittura del 75 percento a 18 miliardi in uno scenario più ottimistico. Questo quanto emerso questa mattina, a Milano, presso la sede del Sole 24 ore, durante il Decimo Luxury summit del Seole 24 Ore.

Secondo il Centro studi Confindustria la categoria dei nuovi ricchi, nei 30 mercati analizzati, passerà dai 486 milioni del 2017 a 660 milioni del 2023

I dati, illustrati da Andrea Montanino, direttore Centro studi Confindustria, sono contenuti nello studio Esportare la dolce vita del Centro studi di Confindustria e Prometeia.

Nel dettaglio, come evidenziato dal report, la categoria dei nuovi ricchi, nei 30 mercati analizzati, passerà dai 486 milioni del 2017 a 660 milioni del 2023. Si tratta di 174 milioni di nuovi clienti potenziali per bello e ben fatto italiano.

Montanino ha però messo in guardia la platea del summit sul lusso da alcuni fattori di rischio. In primis: dalla spirale protezionistica dei rapporti commerciali tra gli Usa e i partner. Anche le tensioni geopolitiche in Medio Oriente e Asia e l'evoluzione delle sanzioni alla Russia costituiscono altri "fattori delicati" che potrebbero incidere sensibilmente sul futuro del lusso.

La stima contenuta nello studio rappresenta un valore che supera di oltre tre volte quanto atteso per i mercati avanzati, e contemporaneamente di un indizio utile per capire verso quale direzione le imprese dovranno guardare volendo allargare il proprio bacino di domanda negli anni a venire. Cina e Russia, insieme a Emirati Arabi Uniti, costituiscono il gruppo di mercati "top premium" per il Bello e ben fatto. Si tratta di Paesi nei quali si può contare su bacini consistenti di domanda e contemporaneamente disponibilità a pagare prezzi adeguati per i prodotti italiani di qualità.

Alcuni fattori, infine, potrebbero influire sulle previsioni presentate in senso positivo, come il provvedimento del governo cinese che prevede, a partire dal primo luglio 2018, la riduzione dei dazi all'import per oltre 650 prodotti del Bello e ben fatto (dell'alimentare, della moda e dell'arredo) e l'accordo di libero scambio della Ue con il Mercosur, in fase di negoziazione, che mira ad affermare un'apertura dell'area attraverso il superamento di molti degli attuali ostacoli commerciali.

Foto: 10 Luxury Summit del Sole 24 ore, credit FashionUnited