Eyewear: il 46 percento degli operatori è ottimista

Gli operatori del settore dell'eyewear si dividono tra positivi (46,2 percento) e prudenti/neutrali (45,2 percento) relativamente alla situazione attuale, con un’aspettativa positiva crescente per i prossimi 3 anni (57,1 percento) che erode gli atteggiamenti più prudenti (34,1 percento). Il pessimismo, sia sulla situazione attuale, sia sul futuro, è invece relegato al di sotto del 9 percento.

Questi alcuni dei dati di una ricerca presentata ieri a Milano nella sede Anfao-Associazione nazionale fabbricanti articoli ottici, condotta a inizio 2018 da Grs Ricerca e Strategia. L'indagine ha coinvolto un campione di circa 2.000 player italiani e stranieri che operano in vari segmenti dell’occhialeria (retail, wholesale, manufacturing, servizi).

Le interviste condotte sul campione hanno confermato alcune ipotesi, per esempio l’impatto dell’export sui fatturati delle imprese italiane e i mercati privilegiati. Parallelamente, hanno fatto emergere una visione spostata a est per quanto riguarda le priorità di investimenti. Tra imprese italiane e straniere non ci sono differenze importanti, ma il gap importante è la paura della contraffazione che in Italia è sul podio delle criticità rilevate dai player intervistati.

“Il patrimonio di contatti che Mido ci consente di avere nel settore, ci ha permesso di realizzare un’interessantissima indagine di mercato sull'andamento dell'occhialeria a medio e lungo termine”, ha affermato il presidente di Anfao e Mido, Giovanni Vitaloni.

Lo scenario è turbato da alcuni aspetti critici che i player italiani hanno individuato principalmente negli aspetti fiscali e burocratici. Anche la forte concorrenza (che impatta sui prezzi) e la contraffazione sono in cima alle preoccupazioni degli addetti ai lavori.

Foto: Giovanni Vitaloni, Anfao press office
 

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