Facebook crolla in Borsa e un azionista fa causa

È stata una settimana complicata per Facebook quella che si è da poco conclusa. Il prezzo delle azioni è crollato in seguito al rallentamento della crescita dei ricavi.

Inoltre, è arrivata la prima azione legale contro Facebook e il suo amministratore delegato Mark Zuckerberg per il tonfo di giovedì scorso, quando i titoli hanno bruciato 120 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato.

L'azionista James Kacouris ha presentato una causa al tribunale di New York, accusando Facebook, Zuckerberg e il chief financial officer David Wehner di comunicazioni fuorvianti sul rallentamento della crescita dei ricavi, il calo dei margini operativi e quello degli utenti attivi. Il social media, infatti, ha accusato un rallenamento della crescita e la perdita di utenti.

Il ricorso punta allo status di class-action, ossia di causa collettiva, per danni non specificati. Facebook per ora non commenta.

Insomma, non sono solo gli investitori ad abbandonare il gigante dei social media. Facebook, infatti, ha perso 3 milioni di utenti europei.

Pare evidente che per i molti marchi e rivenditori che pubblicizzano su Facebook qualcosa stia cambiando.

Secondo un recente articolo del Guardian, gli adolescenti stanno abbandonando la piattaforma. Questa è la conclusione di uno studio intitolato Teens, Social Media and Technology del Pew Research Center.

Per quanto riguarda il futuro, il New York Times di aprile ha sottolineato che gli inserzionisti sono la linfa vitale di Facebook. La potenza e la vastità della sua portata con miliardi di utenti significa che i marchi continuano a fidarsi del social media, anche se la frustrazione è cresciuta con le leggi sulla privacy e il modo in cui viene misurato il rendimento degli annunci.

Insomma, tocca ora al management di Facebook continuare a connettere il mondo impedendo un esodo di massa dei suoi inserzionisti e utenti.

Foto credit: pagina di Facebook