Fashion economic trends: la moda chiude il 2025 con un fatturato in calo del 2,7-3%
Nel terzo trimestre del 2025 il fatturato dei settori “core” della moda italiana (tessile, abbigliamento, pelle, pelletteria e calzature) è finalmente tornato a crescere, dopo 8 trimestri consecutivi di calo. Questi alcuni dei dati di Fashion economic trends diffusi da Camera della moda nei giorni scorsi.
Continua invece a essere negativo, per il terzo trimestre consecutivo, l’andamento del fatturato nei settori collegati (gioielli, bigiotteria, beauty e occhialeria), soprattutto a causa della debolezza nei mercati di gioielli e occhialeria.
Il miglioramento nei settori “core” ha permesso di contenere il calo complessivo del settore al -3% nei 9 mesi, rispetto allo stesso periodo del 2024.
L’andamento dei prezzi industriali (prezzi di sell-in dei negozi) resta molto debole, in calo nella filiera tessile e sostanzialmente stabile, ma con un leggero segno positivo, nell’abbigliamento e nelle calzature. Restano invece in crescita nella cosmesi e anche nella gioielleria (+9,1%) malgrado il calo del fatturato.
Gli ultimi dati forniti dall’Istat relativi al mese di ottobre mostrano un andamento delle vendite al dettaglio con forti diversificazioni. I dati positivi riguardano le vendite di prodotti della profumeria e della cura della persona, che crescono del 4,2% e dell’abbigliamento +1,4%, leggermente negativi invece le vendite di gioielli e calzature.
Il commercio mondiale di prodotti tessili e di abbigliamento resta debole e meno vivace rispetto agli altri settori manifatturieri. In questo contesto, le esportazioni dell’industria italiana della moda sono complessivamente diminuite del -4.4%, nei primi 8 mesi rispetto allo stesso periodo del 2024. Il calo ha interessato sia i settori “core” (-3,2%) che quelli collegati (-7,0%). La dinamica verso i paesi extra-UE è stata significativamente peggiore della media (-9%).
Le importazioni sono invece in crescita sia nei settori “core” (+6,3%), malgrado la stagnazione delle vendite al dettaglio, che in quelli collegati (+2,5%). Le importazioni dalla Cina (+11,8%) sono in crescita, in linea con il generale recupero dell’export cinese sui mercati mondiali.
Il saldo commerciale complessivo nei primi 8 mesi del 2025 è stato positivo per 26,7 miliardi, ma in diminuzione di 4,3 miliardi rispetto allo stesso periodo del 2024.024.
I segnali positivi del terzo trimestre che ci si attende possano, almeno in parte replicarsi nel quarto trimestre autorizzano ad abbracciare quello che nella scorsa edizione dei Fet avevamo definito “ottimistico”, con anzi un miglioramento di qualche decimale rispetto a quello scenario. In questa prospettiva la previsione per l’insime del fatturato dell’industria della moda (settori core + settori collegati) è di un calo del fatturato rispetto al 2024 tra il 2,7% e il 3,0%.
Cala l’export della moda italiana nei primi 8 mesi del 2025
Cala l’export della moda italiana nei primi 8 mesi del 2025, sia nei settori “core che in quelli “collegati”.
I dati sull’andamento del commercio mondiale di merci (fonte Unctad) sono disponibili per il primo semestre del 2025. I dati mostrano una ripresa nel secondo trimestre, malgrado il persistere di pressioni depressive sui prezzi dopo la battuta d’arresto del primo. Le stime sull’andamento dei flussi commerciali di tessile e abbigliamento mostrano, tuttavia, una dinamica meno vivace rispetto agli altri settori industriali. In questo contesto, le esportazioni dell’industria italiana della moda sono complessivamente diminuite del -9% nei primi 8 mesi rispetto allo stesso periodo del 2024. Il calo ha interessato sia i settori “core” (-3,2%) che quelli collegati (-7,0%).
La moda italiana a fine 2025
La previsione della dinamica del fatturato dell’industria italiana della moda per il 2025, sulla base dei dati disponibili fino al terzo trimestre, sconta il permanere di fattori negativi sui mercati internazionali, debolezza delle esportazioni verso la Cina e gli Stati Uniti e alcuni paesi dell’Ue, ma è sostenuta da una stabilizzazione del mercato interno e dei prezzi.
Sul lato positivo, si legge nei Fashion economic trends, si deve registrare una tenuta superiore alle attese dei flussi commerciali allo shock della politica commerciale americana
Infine ci si attende che i segnali positivi del terzo trimestre possano, almeno in parte, replicarsi nel quarto trimestre.
"Ciò autorizza ad abbracciare quello che nella scorsa edizione dei Fet avevamo definito scenario “ottimistico”, con anzi un miglioramento di qualche decimale rispetto a quello scenario. In questa prospettiva la previsione per l’insime del fatturato dell’industria della moda (settori core + settori collegati) è di un calo del fatturato rispetto al 2024 tra il -2,7% e il -3,0%".
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