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Fashion pulse: Italia - Marzo 2026

Prezzi al consumo (Marzo)

A marzo, i prezzi di abbigliamento e calzature in Italia sono aumentati di circa lo 0,4 per cento su base annua secondo l'indice armonizzato dei prezzi al consumo dell'Unione Europea (IAPC), un dato ben al di sotto del tasso di inflazione complessivo italiano dell'1,7 per cento calcolato sull'indice nazionale (NIC), secondo l'Istituto nazionale di statistica ISTAT. Le due misure dell'indice dei prezzi al consumo (IPC) in Italia divergono meccanicamente durante i periodi dei saldi: l'IAPC registra il rimbalzo dei prezzi a prezzo pieno al termine dei saldi invernali, determinando un balzo mensile del 19,6 per cento nell'indice di abbigliamento e calzature, mentre il NIC attenua questo effetto e mostra una lettura annuale di circa lo 0,9 per cento per la stessa categoria. In ogni caso, l'inflazione nel settore della moda in Italia si attesta a una frazione dell'inflazione generale. I costi dell'abbigliamento sono aumentati moderatamente, i prezzi delle calzature sono rimasti pressoché stabili e nessun sottosegmento del paniere moda sta registrando una crescita sostenuta. Gli autori dovrebbero estrarre i dati più recenti delle sottocategorie NIC dell'ISTAT (abbigliamento uomo, donna, bambino, e suddivisioni per le calzature) dal flusso di dati ISTAT SDMX 167_745_DF_DCSP_NIC1B2025_6 al momento della pubblicazione per una lettura granulare precisa.

Vendite al dettaglio (Febbraio)

A febbraio, le vendite al dettaglio complessive sono aumentate dell'1,6 per cento su base annua in valore, ma sono diminuite dello 0,1 per cento in volume, secondo l'ISTAT. Calzature, pelletteria e articoli da viaggio sono state l'unica categoria non alimentare a registrare un calo, con una flessione dello 0,2 per cento su base annua in volume: un netto miglioramento rispetto al calo del 2,2 per cento registrato a gennaio, ma che indica ancora una domanda debole nel segmento specifico degli accessori moda. Le vendite online sono cresciute dell'8,3 per cento su base annua, il canale con la crescita più rapida, secondo l'ISTAT. La grande distribuzione è aumentata dell'1,9 per cento, il commercio al dettaglio su piccola scala dello 0,5 per cento e le vendite al di fuori dei negozi dell'1,2 per cento. Confcommercio, la più grande organizzazione imprenditoriale italiana, ha riportato una crescita della spesa dei consumatori dell'1,3 per cento a febbraio, un dato coerente con la lettura basata sul valore dell'ISTAT.

Contesto macroeconomico (Marzo)

La fiducia dei consumatori è scesa bruscamente a 92,6 da 97,4 di febbraio, secondo l'Istituto nazionale di statistica ISTAT, con il sottoindicatore del clima economico in calo a 88,1 da 99,1 e la componente del clima futuro a 85,3 da 93,1. Il commercio al dettaglio è stato l'unico grande settore imprenditoriale a registrare un calo della fiducia, scendendo a 100,6 da 104,9. Manifatturiero, servizi di mercato ed edilizia sono tutti leggermente aumentati nello stesso mese, lasciando l'indice complessivo di fiducia delle imprese dell'ISTAT (IESI) praticamente stabile a 97,3. La disoccupazione si è attestata al 5,3 per cento a febbraio, secondo l'ISTAT e l'ufficio statistico dell'Unione Europea, Eurostat, in leggero aumento rispetto al 5,2 per cento di gennaio ma in calo rispetto al 6,2 per cento dell'anno precedente. La disoccupazione giovanile è scesa di 1,0 punto percentuale al 17,6 per cento, e la disoccupazione italiana rimane ben al di sotto della media dell'area euro del 6,2 per cento. A marzo, l'euro è stato scambiato in media a 1,156 dollari, secondo la Banca Centrale Europea (BCE), in aumento di circa il 7 per cento su base annua.

In sintesi: La moda italiana entra nella primavera 2026 con segnali contrastanti. Il contesto dei prezzi è favorevole: i prezzi della moda stanno aumentando a un ritmo inferiore alla metà del tasso di inflazione generale, sia secondo le misure nazionali che quelle armonizzate a livello UE, ma la fiducia nel settore retail è l'unico a registrare un passo indietro, mentre la fiducia dei consumatori ha registrato il calo mensile più marcato del ciclo. Le vendite al dettaglio di febbraio sono aumentate dell'1,6 per cento in valore ma diminuite dello 0,1 per cento in volume, e calzature e pelletteria sono state l'unica categoria non alimentare a registrare un calo. Con un'occupazione solida al 5,3 per cento e un euro in rialzo di circa il 7 per cento su base annua rispetto al dollaro, la contrazione è guidata dal sentiment piuttosto che dal reddito, il che suggerisce una calibrazione attenta delle promozioni piuttosto che sconti aggressivi durante la stagione primavera-estate.

Nota: I dati presentati in questo articolo si basano su periodi di riferimento diversi. Alcuni indicatori sono già disponibili per marzo, mentre altri vengono riportati con un ritardo dovuto ai cicli di rilevazione e pubblicazione. Questa è una prassi comune nelle statistiche ufficiali e consente comunque una valutazione affidabile delle attuali tendenze di mercato.


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