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Flop per i saldi invernali: a febbraio -23 per cento

Scritto da Isabella Naef

18 mar 2021

Business

Saldi flop quest'inverno per la moda. Secondo un'indagine di Federazione moda Italia-Confcommercio sui saldi invernali, le vendite di abbigliamento, calzature e accessori registrate a febbraio 2021, rispetto a febbraio 2020, sono risultate in calo del 23,3 per cento, dopo il crollo del 41,1 per cento del mese di gennaio 2021 su gennaio 2020.

Tra i capi più venduti figura la maglieria

Dopo un gennaio difficile, anche a febbraio non c'è stata un'inversione di tendenza delle vendite nei negozi di moda. Due terzi delle aziende intervistate (66,5 per cento) hanno registrato un peggioramento delle vendite. Il 19,4 per cento ha visto una stabilità nelle vendite a fronte di un 14,1 per cento che ha avuto un incremento.

In forte sofferenza le vendite di abiti da uomo (4,2 per cento) e valigie (1,1 per cento)

Un'impresa su quattro (25,2 per cento) ha dichiarato un calo tra il 50 e il 90 per centuale. "Una percentuale ancora troppo elevata dovuta all'importante ricorso a percentuali di sconto elevate che ha favorito le vendite, ma ne ha ridotto il ritorno in valore. Quasi 8 imprese su 10 (77,5 per cento) hanno, infatti, dichiarato di aver proposto sconti tra il 30 e il 50 per cento con oltre tre imprese su dieci (33,8 per cento) hanno praticato sconti medi del 50 per cento", ha sottolineato Federazione moda Italia-Confcommercio in una nota.

L'indagine evidenzia tra i prodotti più venduti: la maglieria (49 per cento), giubbotti, cappotti e piumini (38,8 per cento); pantaloni (32,3 per cento); jeans (32,3 per cento); abiti donna (19,8 per cento); scarpe donna (18,6); borse (16,3); accessori (14,8 per cento); sneacker (12,5 per cento); tute (12,5 per cento); intimo (12,2 per cento).

In forte sofferenza le vendite di abiti da uomo (4,2 per cento) e valigie (1,1 per cento).

I sistemi di pagamento preferiti dagli italiani

La maggior parte delle transazioni è avvenuta cashless. I pagamenti preferiti sono quelli con pagobancomat (82,5 per cento delle preferenze multiple); seguono quelli con carta di credito (58,2 per cento), mentre l'utilizzo dei contanti (7,6 per cento) è una scelta residuale soprattutto per le spese di importo basso.

. Ancora basse le transazioni con altri strumenti di pagamento innovativi (3,4%).

Foto: Pexels