Il fatturato settoriale del’industria italiana della filatura (in questa accezione comprensiva della produzione di filati lanieri, cotonieri e linieri), secondo le elaborazioni preliminari effettuate da Smi, basate sia su variabili macro sia su indagini campionarie interne, è stimato mediamente su livelli lievemente superiori a quelli raggiunti nel 2016.

Il giro d’affari si porterebbe sui 2,86 miliardi di euro, archiviando una dinamica pari al +0,8 percento. Ancora una volta il mercato italiano si è rivelato maggiormente ricettivo rispetto a quello estero. I prezzi settoriali, come registrato dall’indice dei prezzi alla produzione della filatura monitorato da Istat, evidenziano un recupero nella misura del +1,5 percento in Italia, mentre frenano al -0,2 percento nel caso delle vendite oltreconfine.

Il valore della produzione è stimato in moderato calo rispetto ai livelli del 2016 (-0,4 percento). Sul fronte estero, la filatura nel suo complesso è stimata permanere in area negativa nei dodici mesi, ma in netta decelerazione rispetto al dato 2016.

Per le esportazioni Smi prevede una chiusura a -1,0 percento, che porterebbe il fatturato estero settoriale sugli 819 milioni di euro. L’export di filati lanieri è stato caratterizzato da dinamiche negative nel corso di tutto il 2017, pur rallentando progressivamente.

Contestualmente l’import dovrebbe archiviare un lieve aumento stimato al +0,3 percento, per un ammontare complessivo di 884 milioni di euro.

Il mercato interno, stando ai dati Smi, dovrebbe ulteriormente rafforzarsi (+0,2 percento).

Considerando il versante occupazionale, sulla base dell’elaborazione dei dati forniti dalle aziende rispondenti all’Indagine campionaria Smi, la filatura laniera presenta ancora delle contrazioni nei primi tre trimestri dell’anno (-1,3 percento e -1,7 percento rispettivamente nel gennaio-marzo e nell’aprile-giugno, -2,3 percento nel terzo).

 

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