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I marchi della moda falliti nel 2020 e quelli, come Stefanel, che stanno per salvarsi

Scritto da FashionUnited

29 dic 2020

Uno sguardo all'anno 2020 rivela come i marchi della moda e i retailer abbiano sofferto a causa del calo delle vendite, della crisi dei consumi, dei debiti, degli affitti onerosi, delle operazioni inefficienti, dell'assortimento di merce obsoleta e delle scorte elevate. La pandemia da Covid-19 si è sommata al calo dei consumi, costringendo molti alla chiusura definitiva. Ieri Confcommercio ha annunciato che sono 390mila le imprese del commercio non alimentare e dei servizi di mercato, che chiuderanno i battenti nel 2020.

Guardano fuori dai confini italiani è molto incerto il futuro di Topshop

In Italia, tra i marchi che hanno ricevuto la spallata finale dal coronavirus, c'è Stefanel. Al momento sul piatto figura l'offerta di Ovs che potrebbe salvare le sorti di questo storico brand italiano. L’acquisizione riguarda il brand dell’azienda Stefanel e ventitre punti vendita diretti situati nei centri storici di alcune delle principali città italiane. L'obiettivo di Ovs è arricchire il proprio portafoglio con un marchio riconosciuto in Italia e nel mondo, in particolare nella maglieria donna.

In particolare, verrà dato nuovo impulso alla presenza del marchio Stefanel in Italia e auspicabilmente anche all’estero attraverso la valorizzazione dei negozi esistenti e il loro futuro sviluppo. L’offerta complessivamente prevede un corrispettivo di 3,2 milioni di euro. Nell’ambito dell’offerta l'azienda guidata da Stefano Beraldo prevede l’assorbimento dei dipendenti relativi ai negozi rilevati, quelli relativi all’Ufficio di Milano e all’ufficio di Ponte di Piave, per lo più dedicati allo sviluppo del prodotto.

Guardano fuori dai confini italiani, invece, è molto incerto il futuro di Topshop. Arcadia, la multinazionale britannica proprietaria di Topshop, Miss Selfridge, Burton e Dorothy Perkins, infatti, è entrata in amministrazione straordinaria il 30 novembre. L’amministrazione è stata affidata all’azienda di revisione Deloitte, cui spetta il compito di trovare un acquirente per tutti i marchi del gruppo. Il gruppo gestisce 444 negozi in Regno Unito e 22 oltreoceano e impiega più di 13mila persone.

Non ci sono buone notizie nemmeno per la canadese Le Chateau Inc. che ha chiesto l'amministrazione straordinaria contro il fallimento dopo 60 anni di attività commerciale.

Disastro scampato, invece, per Brooks Brothers. Lo scorso settembre Authentic Brands Group (Abg) e Sparc Group (Sparc) hanno finalizzato l'acquisizione di Brooks Brothers. Nella transazione Sparc, la società operativa di proprietà di Abg, dedicata a marchi tra cui Aéropostale, Nautica e Lucky Brand, ha assunto il ruolo di licenziatario principale per Brooks Brothers, gestendo la totalità delle operazioni di Brooks Brothers incluso il retail, il wholesale e l’ecommerce.

Guardando alla Gran Bretagna, invece, è fallito il ramo britannico di Victoria's Secret. Il marchio è stato posto sotto il regime fallimentare della legge britannica e Deloitte ne è stato nominato amministratore. Il brand controlla 25 negozi nel Regno Unito, dove ha 800 dipendenti, 785 dei quali beneficiano del regime di cassa integrazione parziale messo in atto dal governo. Per far ripartire il marchio in tutto il Paese, Deloitte prevede di rinegoziare i contratti di affitto dei punti vendita con i loro proprietari e di trovare un acquirente.

Due settimane fa è stato tenuto a battesimo, in Galleria del Corso, a Milano, a metà strada tra piazza del Duomo e San Babila, il primo negozio full assortment a insegna Victoria’s Secret.

L'apertura è stata possibile in virtù della partnership con la società Percassi. Il megastore milanese propone tutte le collezioni di abbigliamento intimo dell'etichetta.

Nella lunga lista di marchi che hanno attivato delle procedure per l'amministrazione controllata figurano anche la filiale australiana di G-Star Raw (la cui sede si trova in Olanda) cui fanno capo 57 negozi, con 200 posti di lavoro a rischio.

J. C. Penney Company, Inc., invece, è appena uscita dal fallimento, ossia dalla procedura del Chapter 11, giusto in tempo per il periodo dello shopping natalizio. La società ha annunciato la settimana scorsa di aver completato la vendita precedentemente annunciata: Simon Property Group e Brookfield Asset Management, Inc. hanno acquisito sostanzialmente tutti i beni commerciali e operativi della società.

Foto: J C Penney media centre, Stefanel website

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