I marchi della moda vanno a produrre in Etiopia

Sono sempre di più i marchi della moda che spostano gli stabilimenti produttivi e parte delle loro attività in Etiopia. Una tendenza che risponde al trattamento vantaggioso e agli aiuti fiscali che il Governo del Paese ha stabilito proprio per attirare i marchi stranieri.

Calzedonia, Inditex ed H&M sono già presenti in Etiopia

Con salari circa 8 o 10 volte più bassi che in Cina, l'Etiopia segue l'esempio dei produttori tessili della Cina e del Sud-Est asiatico per aumentare la propria crescita. Alcuni la evocano come "la nuova fabbrica della Cina" o "la nuova officina del mondo".

In ogni caso, il secondo Paese africano più popoloso del continente con oltre 100 milioni di abitanti, prevede l'aumento delle esportazioni per l'anno in corso con l'entrata in attività di tre nuovi stabilimenti, che saranno operativi entro luglio 2019.

I tre progetti sono nelle zone industriali di Aisha e Semera (est) e di Assossa (ovest). "Queste zone industriali dovrebbero svolgere un ruolo fondamentale nel progetto etiope di trasformare la sua economia ancora in gran parte agricola in un'economia industrializzata entro il 2025, utilizzando il settore tessile e dell'abbigliamento come componente chiave", ha sottolineato Lelise Neme, capo della Ethiopian Industrial development corporation (Ipdc), parlando con l'agenzia di stampa Xinhua.

Questi tre siti si andranno ad aggiungere alle cinque zone industriali già operative: Bole Lemi, Hawassa, Mekelle, Kombolcha e Adama.

Il sito di Adama, costruito dalla China Civil Engineering Corporation, impiega 25.000 etiopi e genera un volume di esportazioni di 38 milioni di dollari. Il governo ha investito 146 milioni di dollari nella costruzione di questo sito che ha già diversi partner come H & M, Inditex, Pvh e Décathlon.

Ma sul territorio sono presenti anche aziende italiane come il gruppo Calzedonia che meno di dieci giorni fa ha inaugurato Itaca Textile Plc., una fabbrica tessile ad Ashegoda, vicino a Mekelle city, nella regione del Tigray, nel nord del Paese.

Si tratta di uno stabilimento da 15 milioni di dollari che arruolerà 1.100 persone e, a regime, esporterà prodotti per 787mila dollari al mese.

Nel dettaglio, dallo stabilimento saranno esportati verso i Paesi europei leggings, calze e costumi da bagno per donna, uomo e bambino.

Entro il 2025, l'Etiopia prevede di aumentare il numero di zone industriali a circa 30 per diventare un centro dell'industria tessile.

Nel 2017 le esportazioni di abbigliamento dall'Etiopia verso gli Stati Uniti hanno raggiunto 53 milioni di dollari, ovvero lo 0,07 percento delle importazioni totali di abbigliamento negli Stati Uniti. Una percentuale modesta che, però, è in rapida crescita: fino al 60 percento nel 2017 rispetto al 2016 e al 109 percento nella prima metà del 2018 rispetto ai primi sei mesi del 2017.

Foto: Campagna H&M 2016 per la creazione di 4mila posti di lavoro in Etiopia
 

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