Il ceo di Canali, Stefano Canali, racconta l'arte, la produzione interna e l'architettura nascosta della giacca

"Gran parte di ciò che rende eccezionale una giacca Canali è celato al suo interno", ha raccontato a FashionUnited Stefano Canali, ceo della maison italiana di menswear. Questa idea guida Under the Surface – Shaping the Unseen, un nuovo progetto in cui quattro artisti contemporanei, tra cui il ceramista di Los Angeles Brian Rochefort, interpretano i "duecento passaggi sartoriali" che si celano dietro la sartoria del brand.

Il progetto internazionale mette in dialogo la cultura sartoriale italiana con l'arte contemporanea attraverso quattro opere originali: Rochefort negli Stati Uniti, Diego Perrone in Italia, Lihuai Qian in Cina e Thukral & Tagra in India. L'iniziativa si articola in quattro eventi che si terranno a Pechino, New York, Milano e Mumbai. In ciascun appuntamento, l'opera d'arte viene esposta accanto a una giacca Canali e a una narrazione visiva firmata dall'artista e regista italiano Yuri Ancarani, che attraverso video e fotografia ha seguito sia la realizzazione del capo sia la creazione di ogni singola opera.

Un'architettura nascosta

"La si percepisce nella leggerezza, nel modo in cui asseconda i movimenti e mantiene la forma nel tempo. Dietro questa apparente semplicità si cela un'architettura nascosta, costruita attraverso duecento passaggi sartoriali", ha spiegato Canali, sottolineando che il progetto è partito proprio dalla giacca.

Il concetto si lega a Inner Beauty, un principio che Canali definisce come "la convinzione che il valore autentico vada ben oltre le apparenze". L'arte contemporanea ha offerto un modo per esplorare questa idea andando al di là della semplice spiegazione tecnica. "Mettendo in dialogo la costruzione di una giacca con il processo creativo di un artista, invitiamo le persone a scoprire il sapere, la ricerca e la sensibilità che si celano dietro la forma finita", ha affermato.

Il pezzo chiave è un blazer in cashmere e vigogna della collezione autunno/inverno 2026 del marchio.

Le ceramiche stratificate di Rochefort

Per il capitolo di New York, Canali ha commissionato a Rochefort nuove sculture a forma di vaso. L'artista le realizza con argille di diversi colori, che prepara personalmente, sottoponendole a ripetute cotture man mano che si accumulano strati di smalto, ingobbio, pigmento e vetro.

Brian Rochefort per Under the Surface di Canali Crediti: Canali

"C'è un'energia straordinaria nel lavoro di Brian. Le sue sculture catturano l'attenzione attraverso il colore e la texture, ma osservandole più da vicino si scopre la profondità della ricerca che c'è dietro. Ciò che appare spontaneo si sviluppa attraverso una complessa sequenza di costruzione, rottura, riconfigurazione e cotture ripetute. Ogni strato trasforma quello precedente", ha commentato Canali.

Canali ha paragonato questo processo a quello della giacca, in cui il tessuto esterno, la tela e i componenti interni devono lavorare in sinergia. "Le ceramiche di Brian e le nostre giacche restano creazioni molto diverse, ma ciò che le unisce è una profonda conoscenza dei materiali e la convinzione che ogni fase della costruzione sia fondamentale, comprese quelle che non saranno più immediatamente visibili".

Brian Rochefort per Under the Surface di Canali Crediti: Canali

Cloe Piccoli ha curato la selezione degli artisti per l'Italia e gli Stati Uniti. È critica d'arte, docente di arte contemporanea all'Accademia di Belle Arti di Brera e direttrice di recente nomina di miart. Canali ha precisato che il brand si è rivolto ad artisti affermati per "la profondità e la rilevanza del loro lavoro", lasciando loro piena libertà di sviluppare la propria interpretazione. "Le loro opere mantengono la propria autonomia artistica; non sono mai state concepite per illustrare un messaggio di marketing".

Le quattro città rappresentano i mercati chiave dell'azienda. "New York porta una prospettiva globale e un'energia creativa, nel Paese che rappresenta il nostro mercato più grande", ha aggiunto.

Mantenere la produzione in Italia

I capi sartoriali protagonisti del progetto sono realizzati interamente in Italia. "Mantenere la nostra produzione interamente in Italia, con il 70% all'interno dei nostri stabilimenti, ci garantisce un controllo diretto e rigoroso su queste scelte", ha dichiarato Canali.

Uno dei passaggi dietro la costruzione della giacca Canali. Crediti: Canali

Pochi brand mantengono ancora la maggior parte della produzione in-house. Per Canali, la ragione è tanto pratica quanto culturale: "La nostra capacità di fare è al centro della nostra identità. Una piccola modifica a un componente interno può cambiare il modo in cui una giacca si muove o cade sul corpo. Comprendere questo effetto richiede una stretta vicinanza al processo produttivo", ha spiegato.

Tramandare queste competenze ai giovani artigiani richiede tempo. "Alcuni dei duecento passaggi sartoriali che descriviamo in questo progetto richiedono mesi di formazione per essere padroneggiati", ha sottolineato.

Il blazer in cashmere e vigogna della collezione autunno/inverno 2026 di Canali. Crediti: Canali

Misurare la durabilità

Canali ha inoltre intrapreso un percorso per misurare il proprio impatto attraverso il programma Care. L'azienda ha valutato la propria impronta ambientale a livello organizzativo e di prodotto utilizzando le metodologie Oef e Pef, guardando oltre le proprie operazioni dirette per includere le materie prime e la logistica. "Quando si lavora in un certo modo da generazioni, si conosce la cura che viene riposta nei prodotti, ma la responsabilità richiede anche una misurazione oggettiva", ha affermato Canali.

Secondo l'azienda, i prodotti analizzati, che rappresentano il 59% della produzione, hanno raggiunto il più alto parametro di durabilità sulla scala di misurazione. "Questo ci ha fornito una prova misurabile di un aspetto fondamentale del nostro approccio, ovvero l'importanza della costruzione nel prolungare il ciclo di vita di un capo", ha spiegato.

Indipendenza e passaggio generazionale

Canali è un'azienda a conduzione familiare e il suo ceo è stato cauto nel non enfatizzare eccessivamente questo vantaggio. "Sarei prudente nel dire che altri non possano fare queste cose. Ciò che l'indipendenza ci offre è la libertà di scegliere le nostre priorità e di sostenerle nel tempo".

"Con un orizzonte che va oltre il ritorno immediato. Come terza generazione, sono consapevole di ciò che abbiamo ereditato, ma altrettanto di ciò che tramanderemo", ha proseguito, spiegando come questa libertà permetta all'azienda di investire nella manifattura, nelle persone e nella ricerca.

Canali non considera Under the Surface un'iniziativa isolata. "Under the Surface va al cuore di Canali: il sapere, la costruzione e la cura che conferiscono valore ai nostri capi. In questo senso, non può essere un episodio unico. Il progetto è un modo per condividere qualcosa di fondamentale rispetto a ciò che siamo", ha dichiarato.

Ethan Hawke indossa la giacca Canali per l'autunno/inverno 2026. Crediti: Canali

"Per abiti che continuano a guadagnarsi il proprio posto nella vita di una persona, e per un'azienda il cui operato merita la stessa fiducia riservata ai suoi prodotti", ha concluso, rispondendo alla domanda su cosa vorrebbe che rendesse nota Canali nel prossimo decennio.


OPPURE ACCEDI CON
Canali
Intervista al ceo