(annuncio pubblicitario)
(annuncio pubblicitario)
Il design genera 4,4 miliardi di fatturato

Il design in generale genera 4,4 miliardi di fatturato, pari allo 0,3 percento del Pil. In Italia, dal punto di vista dell'occupazione e delle assunzioni, il settore della produzione creativa impiega circa 1,4 milioni di persone, pari al 5,7 percento degli occupati del Paese. I posti di lavoro sono stati creati principalmente dalle industrie creative con il 53,5 percento, tra queste figurano anche quelle che operano nell'ambito del design di comunicazione visiva.

Questi alcuni dei dati emersi a fine settembre, a Roma, nel corso della tavola rotonda dal titolo "Raccontare la professione del designer", all'Istituto Centrale per la grafica a Roma. L'incontro, organizzato da Aiap e Confcommercio Professioni è stato dedicato alla conoscenza della professione del designer della comunicazione visiva. Ne hanno discusso tra gli altri: Anna Rita Fioroni, coordinatrice Confcommercio Professioni, Cinzia Ferrara, presidente nazionale Aiap, Associazione italiana design della comunicazione visiva, l'onorevole Cesare Damiano, presidente commissione lavoro della Camera dei deputati e il senatore Maurizio Sacconi, presidente Commissione lavoro del Senato.

In Italia il settore della produzione creativa impiega circa 1,4 milioni di persone

Numeri alla mano, negli ultimi cinque anni, in piena crisi congiunturale, il settore ha registrato nel complesso un +5,4 percento per occupazione e +12, 3 percento per fatturato. Il designer di comunicazione visiva è il professionista in grado di operare sia sugli strumenti e i media tradizionali, dalla grafica editoriale all'identità visiva di aziende ed enti, dal packaging alla corporate e brand identity, dall'annuncio pubblicitario alla progettazione dell'allestimento di una mostra, sia in tutti i modi e con tutti i linguaggi legati ai nuovi media e alle tecnologie digitali.

“Circa il 70 percento degli operatori del design e del design della comunicazione visiva sono a partita Iva, sia che siano liberi professionisti (free-lance), sia che lavorino in aziende o studi professionali. Nei Paesi avanzati lo Stato è il primo cliente delle imprese design oriented, contribuendo al loro sviluppo a all'implementazione della cultura del design a livello nazionale. Ma in Italia non esiste neanche un ufficio ministeriale, un osservatorio che lavori in continuità e che si occupi del settore del design”, ha detto Cinzia Ferrara, presidente nazionale Aiap.

"La nostra professione”, ha aggiunto Ferrara, “deve essere riconosciuta come titolo sia per accedere ai concorsi pubblici, sia anche come libera professione con tutele adeguate. In termini pratici significa intervenire per garantire la libera professione in termini fiscali, previdenziali, di accessibilità al mondo del lavoro, a partire dal rapporto con la committenza pubblica dove occorre migliorare le modalità con cui vengono reperiti i servizi di progettazione grafica per arrivare alla definizione di una buona pratica che abbia ricaduta positiva anche nel rapporto con la committenza privata".

Sulle professioni non ordinistiche è intervenuta anche Annarita Fioroni, responsabile di Confcommercio Professioni: "È attuale la necessità per le professioni non ordinistiche di trovare adeguate risposte al fine di valorizzare le prospettive occupazionali legate alla professione stessa. La legge 4/2013 è un punto di riferimento normativo che esiste già e la rinnovata attenzione del legislatore verso il mondo del lavoro autonomo non può che comportare un ulteriore potenziamento di questa legge, puntando sul ruolo delle associazioni per valorizzare la professione nel mercato e dare riconoscibilità alla qualità dei professionisti ed alle prestazioni da loro rese come fa Aiap per i designer, per esempio.

Foto: Confcommercio website