Il marchio spagnolo Milf Shakes denunciato per pubblicità ingannevole
Madrid – Tra i marchi di moda che non hanno esitato a unirsi ai festeggiamenti per il trionfo della nazionale spagnola in questa Coppa del Mondo Fifa 2026, c'è stato, anche se non senza polemiche, Milf Shakes. Il sempre controverso marchio di moda fondato dall'influencer spagnolo Nil Ojeda, che prima della finalissima aveva annunciato che il brand avrebbe scontato del 99% tutti i prezzi del suo negozio online se la Spagna fosse riuscita a conquistare la sua “seconda stella” mondiale. Un annuncio che in realtà nascondeva molte clausole... e per il quale il marchio è stato infine denunciato al Ministero del Consumo da Facua. Ma come sono andati i fatti?
Ricostruendo i fatti, prima che si celebrasse la grande e ormai storica finale allo stadio MetLife del New Jersey, che ha visto sfidarsi, questa domenica 19 luglio 2026, le nazionali di Argentina e Spagna, e che si è conclusa con la vittoria della squadra spagnola sulla nazionale albiceleste, Nil Ojeda, dando visibilità e viralità ai post che Milf Shakes aveva già iniziato a diffondere sui suoi social network, annunciava ai suoi milioni di follower che se la nazionale spagnola avesse vinto i Mondiali di calcio del 2026, il marchio avrebbe festeggiato scontando del 99% tutti i prodotti del suo negozio online. Una decisione con cui il content creator e il marchio di moda hanno scaldato gli animi del loro pubblico e di tutti i tifosi spagnoli, pochi minuti prima dell'inizio della partita, e che Ojeda ha pubblicizzato in modo chiaro: “Non è uno scherzo, lo abbiamo appena annunciato. Se la Spagna vince, tutto il sito di Milf Shakes sarà scontato del 99%”.
Le parole di Ojeda, apparentemente senza trucchi né inganni, non facevano che replicare ciò che Milf Shakes aveva già iniziato a pubblicizzare sui propri social network, in un apparente gesto di sostegno alla nazionale e ai suoi giocatori che, tuttavia, a detta di molti follower del marchio e del suo fondatore, si è trasformato in una volgare truffa quando, una volta terminata la partita, hanno provato ad accedere al negozio online del brand. Un sito web che aveva ridisegnato la sua homepage per sottolineare “La Spagna ha mantenuto la promessa, anche noi”, ma dove chiunque accedesse, invece di trovare la consueta offerta del marchio scontata del 99%, si imbatteva in un catalogo completamente svuotato, con tutte le categorie di prodotto vuote. Una totale assenza di articoli in vendita, con la sola eccezione di quattro t-shirt commemorative per la vittoria della Spagna in questi Mondiali Fifa 2026. Capi che il marchio aveva messo in vendita a un prezzo di partenza di 3.000 euro, questo sì scontato del 99%, fino a 29,69 euro al pezzo.
Un importo in linea con i prezzi abituali dell'offerta commerciale di Milf Shakes, marchio che si era servito di questa strategia per farsi pubblicità e, nel migliore dei casi per la nazionale spagnola, per promuovere anche il lancio di quella capsule collection commemorativa per la vittoria della Spagna. Un lancio circondato da un “hype” eccessivo, per il quale lo stesso Ojeda è infine intervenuto pubblicamente per scusarsi e per chiarire che chiunque avesse acquistato una delle t-shirt, che non sono più disponibili, la riceverà senza problemi.
“Chi conosce già il marchio, sa che cerchiamo sempre di fare cose diverse”, ha cercato di giustificarsi Ojeda davanti alla sua community di follower. “Abbiamo fatto campagne come quella delle aste di quadri dipinti da una Ia, che poi si è scoperto essere donne di nome Ia”; e “il punto è che questa campagna”, in relazione a quella lanciata per la vittoria della Spagna ai Mondiali di calcio del 2026, “è diventata virale”, e “ha raggiunto molte più persone rispetto alla nostra community abituale”, ha aggiunto, come a voler lasciar intendere che l'annuncio fosse arrivato a consumatori non in sintonia con il tono e le strategie di cui Milf Shakes si serve solitamente per pubblicizzare i suoi lanci.
Tuttavia, “non cercherò di convincere nessuno né di entrare in un dibattito”, ha proseguito nel suo messaggio il fondatore del marchio di moda. “Volevo solo metterci la faccia, assumermi le mie responsabilità”, ha sottolineato Ojeda, prima di evidenziare come “nella nostra testa” la strategia “fosse spettacolare”. Si trattava di “una campagna per far parlare, e ha fatto parlare, ma non nel modo in cui mi aspettavo”. In ogni caso, a chi “piaceva la maglia da calcio e l'ha comprata, arriverà, state tranquilli, e a chi è entrato nel sito con tutto l'entusiasmo del mondo, davvero, chiedo scusa”. “Era da un po' che non facevamo un casino del genere”, ha riconosciuto — o festeggiato — Ojeda, prima di concludere nuovamente intonando il suo mea culpa ripetendo più volte “my bad”.
La denuncia di Facua
Di fronte a tutti questi fatti legati alla campagna di Milf Shakes, che un numero considerevole di utenti non ha tardato a denunciare sui propri social network, Facua, organizzazione non governativa dedicata alla difesa dei diritti dei consumatori, ha annunciato di aver sporto denuncia contro il marchio di moda presso la Direzione generale del consumo del Ministero dei diritti sociali, del consumo e dell'Agenda 2030. Una denuncia che si basa sul principio di illegalità della pubblicità ingannevole, e per la quale raccomandano a tutti gli utenti che ritengono di essere stati danneggiati dalla strategia promozionale messa in atto dal marchio, di rivolgersi a Facua, o in alternativa a un'altra organizzazione per la difesa dei diritti dei consumatori, per valutare l'avvio di azioni a tutela dei propri diritti.
Nel comunicato con cui hanno informato di questa azione, da Facua, in primo luogo, incorrono in una serie di inesattezze, come quella di segnalare che il marchio “ha gonfiato i prezzi di tutti i prodotti” in vendita, per poi, nel caso di alcune t-shirt, ribassarli al “prezzo che la maglietta aveva prima di applicare il brutale aumento”. Un racconto che non corrisponde del tutto alla realtà, ma che serve comunque a porre l'attenzione su una questione diversa da quella ora denunciata, ovvero fino a che punto i contenuti dei negozi online possano essere cancellati e alterati, impedendo un monitoraggio efficace che permetta di analizzare se si stiano commettendo o meno atti di pubblicità ingannevole o altre pratiche contrarie alla libera concorrenza. Infatti, per questo caso specifico, ricordiamo che tutto ciò che riguarda la controversa capsule collection dei Mondiali è già stato cancellato dal negozio online di Milf Shakes.
A parte questa questione, Facua basa comunque la sua denuncia su una serie di articoli della Legge sul commercio al dettaglio e della Legge sulla concorrenza sleale. A questo proposito, denuncia in primo luogo che Milf Shakes, mettendo in vendita le sue t-shirt a 3mila euro, con un prezzo scontato a 29,69 euro, avrebbe violato l'articolo 20 della Legge sul commercio al dettaglio, che stabilisce che “ogni volta che si offrono articoli con riduzione di prezzo, deve figurare chiaramente, su ciascuno di essi, il prezzo precedente insieme al prezzo ridotto, salvo nel caso di articoli messi in vendita per la prima volta”. Pertanto, secondo quanto stabilito dalla legge, nel caso di articoli nuovi, non avrebbe dovuto in nessun caso essere mostrato il prezzo di vendita fittizio di 3mila euro come importo originale delle t-shirt messe in vendita da Milf Shakes, quando queste non avevano mai avuto realmente tale prezzo di vendita al pubblico.
Oltre a questa segnalazione, Facua denuncia anche che con la sua strategia promozionale Milf Shakes avrebbe violato l'articolo 5 della Legge sulla concorrenza sleale, che stabilisce che sarà considerata “sleale per ingannevolezza qualsiasi condotta che contenga informazioni false o informazioni che, pur essendo veritiere, per il loro contenuto o presentazione inducano o possano indurre in errore i destinatari, essendo suscettibili di alterare il loro comportamento economico, a condizione che incidano”, tra gli altri fattori, su “il prezzo o il suo modo di fissazione, o l'esistenza di un vantaggio specifico rispetto al prezzo”. Un punto della legge a cui si aggiunge l'articolo 19, che contempla diverse ipotesi di pratiche commerciali sleali nei confronti dei consumatori, tra cui quella prevista dall'articolo 22 della stessa Legge sulla concorrenza sleale, che stabilisce che sarà considerata pratica commerciale ingannevole “effettuare un'offerta commerciale di beni o servizi a un prezzo determinato per poi, con l'intenzione di promuovere un bene o servizio diverso”, in questo caso la capsule di t-shirt, “rifiutarsi di mostrare il bene o servizio offerto”, che sarebbe l'offerta commerciale originale di Milf Shakes, “non accettare ordini o richieste di fornitura, rifiutarsi di fornirlo in un periodo di tempo ragionevole, mostrare un campione difettoso del bene o servizio promosso o screditarlo”.
Di fronte a queste presunte irregolarità in materia di concorrenza sleale, nel caso della presunta violazione dell'articolo 20 della Legge sul commercio al dettaglio, la norma prevede che saranno considerate infrazioni gravi quelle che, tra le altre ipotesi, rispondano a una “mancanza di veridicità negli annunci di pratiche promozionali qualificando indebitamente le corrispondenti vendite o offerte”. Stabilendo a questo proposito sanzioni che andrebbero, per le infrazioni lievi, fino a 6mila euro; per quelle gravi, da 6mila a 30mila euro; e per quelle molto gravi, da 30mila a 900mila euro. Un'ultima fascia a cui potrebbe arrivare la potenziale multa per Milf Shakes in caso di recidiva.
Nel frattempo, per il caso delle presunte violazioni degli articoli 5 e 22 della Legge sulla concorrenza sleale, oltre alle potenziali sanzioni amministrative previste dalla stessa legge, queste si tradurrebbero direttamente in infrazioni in materia di difesa dei consumatori, secondo quanto stabilito dalla Legge generale per la difesa dei consumatori e degli utenti. Quest'ultima norma stabilisce che sarà considerata un'infrazione in materia di difesa dei consumatori, tra le altre, “l'uso di pratiche commerciali sleali con i consumatori o gli utenti”, prevedendo in risposta sanzioni per infrazioni da lievi a molto gravi che potranno andare da 150 euro a un milione di euro, o addirittura superare tale soglia, tenendo conto di ipotesi come quella in cui la “infraczione non risulti più vantaggiosa per la parte inadempiente rispetto al rispetto delle norme violate”, o della “capacità economica del trasgressore”.
- Milf Shakes, il marchio di moda dell'influencer Nil Ojeda, ha promesso uno sconto del 99 per cento su tutto il suo sito se la Spagna avesse vinto i Mondiali FIFA 2026, ma dopo la vittoria ha offerto solo quattro t-shirt commemorative a 29,69 euro, con un prezzo originale fittizio di 3.000 euro.
- Facua ha denunciato Milf Shakes al Ministero del Consumo per pubblicità ingannevole, basandosi sulla Legge sul commercio al dettaglio e sulla Legge sulla concorrenza sleale, che vietano le informazioni false o che inducano in errore su prezzi e offerte.
- Le possibili sanzioni per Milf Shakes per queste infrazioni potrebbero variare da 150 euro a un milione di euro, o anche di più, a seconda della gravità e della recidiva, oltre a multe amministrative.
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