Il retail tiene anche dopo la minaccia del Grexit

I retailer europei della moda hanno dimostrato la loro capacità di recupero rispetto al primo semestre dell'anno e ciò, nonostante le fluttuazioni valutarie pesino sul fatturato nei mercati esteri e nonostante le turbolenze politiche ed economiche in Grecia.

L'Italia rimane il paese più stabile in termini di sviluppo retail di moda. A gennaio ha segnato un -0,3 per cento, + 0,8 percento febbraio, + 0,2 a marzo, +0,3 percento ad aprile, e + 0,9 a maggio, stando ai i dati raccolti da FashionUnited.

Grandi sorprese proprio in questo periodo provengono dai confini del Vecchio Continente, dalla Lituania e dall'Estonia, per esempio.

I primi sei mesi dell'anno, con le fluttuazioni monetarie che hanno pesato sulle borse e i disordini politici che hanno influenzato molti mercati, ancora una volta è possibile dire che il fashion retail ha mostrato il suo lato forte rispetto agli altri settori, dimostrando una rinnovata capacità di resistenza dell'Unione europea e della zona euro.

L'Italia rimane il paese più stabile in termini di sviluppo retail di moda

Il fatturato e i volumi di vendita del fashion retail sono aumentati del 2,6 percento nei primi 5 mesi del 2015 nell'Unione europea, mentre nell'area euro il giro d'affari ha mostrato una crescita più lenta (2,2 per cento).

I dati di FashionUnited mostrano che l'euro è rimasto stabile per tutto questo periodo, aiutando i rivenditori europei di moda e abbigliamento a superare la tempesta. Le vendite hanno mostrato un tasso di crescita sostenuta rispetto al primo semestre dell'anno in Europa, con un tasso medio di miglioramento mensile dell' 1 percento.

Tuttavia, il retail europeo non si è sviluppato in modo coerente tra la maggior parte membri della Ue. Solo l'Italia, i Paesi Bassi, il Regno Unito e la Norvegia hanno sperimentato incrementi stabili, in un range compreso tra l'1,3 percento e il 2,7 percento. Nel frattempo, la Romania e la Bulgaria hanno visto in diminuzione il settore fashion retail con una flessione, rispettivamente, dell' 1,1 e del 6,7 percento.

Il retail tiene anche dopo la minaccia del Grexit

La Germania ha visto le vendite di moda avanzare complessivamente del 5 percento durante la prima metà del 2015

Notevoli incrementi sono stati osservati in Danimarca, Germania, Repubblica Ceca, Ungheria, Svezia e Polonia, le cui vendite sono aumentate del 5,9 percento in media.

La Germania ha visto le vendite di moda avanzare complessivamente del 5 percento durante la prima metà del 2015.

Ma la sorpresa più grande, come anticipato, arriva dalla Lituania, che ha adottato l'euro nel gennaio di quest'anno, e dall'Estonia. Entrambi i paesi hanno goduto di un aumento del 10,6 percento delle loro vendite di moda nazionali.

La Lituania è destinata a essere una delle più grandi sorprese del mondo della moda europea nella prima metà dell'anno. La crescita della Lituania è stata rafforzata dall'adozione dell'euro nel gennaio di quest'anno. Inoltre, va sottolineato il continuo miglioramento del reddito disponibile reale e l'occupazione ha contribuito alla crescita economica del Paese.

Allo stesso modo, il miglioramento dell'economia lituana può essere collegato anche al buon sviluppo del suo Paese vicino, l'Estonia. Un recente rapporto della Banca centrale europea (Bce) ha rivelato che l'Estonia ha il debito pubblico più basso, che è pari al 9,6 percento del suo Pil (rispetto al 94,4 percento della media Ue, al 170,2 per cento della Grecia e al 40 percento della Lituania, come mostrato dai dati Bloomberg).

Il retail tiene anche dopo la minaccia del Grexit

Va anche detto che la moda ha una forte stagionalità nei paesi baltici a causa delle grandi differenze di temperatura durante l'anno. Questo spiega la volatilità delle vendite al dettaglio della moda, e un aumento delle vendite durante i mesi invernali e i mesi estivi.

I player più grandi e più influenti all'interno dell'industria europea della moda rimangono invariati, con l'Italia, la Spagna, la Francia, e il Regno Unito in testa. Tutti questi Paesi hanno riportato un aumento del fatturato nel primo semestre, con l'industria della moda britannica che ha messo a segno un +2,6 percento, la Francia in crescita dell'1 percento e la Spagna dello 0,3 per cento.

La Grecia ha assistito a una caduta vertiginosa del fatturato per l'industria della moda e per i capi di vestiario, pari al 36 percento dal 2010.

 

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