Indicam: contraffazione in aumento, servono misure ad hoc

La contraffazione resta uno dei problemi più grandi del lusso e della moda. Nonostante il Rapporto della Commissione Europea sulla tutela a livello doganale della proprietà intellettuale segnali una diminuzione di oltre il 9 percento del numero di ispezioni doganali, e del 24 percento del volume dei beni sequestrati a livello europeo, dagli oltre 41,3 milioni del 2016 ai 31,4 milioni del 2017, si sottolinea anche come sia in crescita la percentuale di prodotti contraffatti sequestrati, destinati all’uso quotidiano come alimentari, medicine, elettrodomestici, cosmetici, giochi.

Di contraffazione si è parlato ieri al Forum annuale di Indicam, l’associazione italiana per la tutela della proprietà intellettuale che raggruppa oltre 140 associati le cui attività incidono per il 2,5 percento sul Pil nazionale, giunto quest’anno alla 31esima edizione.

In Italia la cifra d’affari del falso tocca i 10 miliardi di euro

Al centro del dibattito, volto a condividere le problematiche aperte e le strategie disponibili per contrastare efficacemente i crimini contro i marchi, sono i dati fotografati da Ocse (Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa) e ministero dello Sviluppo economico. Il mercato della contraffazione e della violazione della proprietà intellettuale, infatti, dati alla mano, è ulteriormente in crescita, con un danno complessivo a livello internazionale per le imprese italiane stimato intorno ai 35 miliardi di euro.

Nello specifico, secondo queste analisi, in Italia la cifra d’affari del falso tocca i 10 miliardi di euro, con 9,5 miliardi di entrate perse per lo Stato, comprendendo in tale stima sia le mancate vendite, sia i danni alla distribuzione globale wholesale.

Apprezzo molto questo incontro che ci dà la possibilità di parlare e di confrontarci su un tema di grande rilievo che riguarda da vicino tutti noi sia come Istituzioni che come imprenditori ma, soprattutto, come cittadini", ha detto, ieri a Milano, Dario Galli, vice ministro allo Sviluppo economico.

"Per contrastare il fenomeno della contraffazione che nel nostro Paese, secondo le analisi Ocse, ha ormai raggiunto la cifra di 35 miliardi di euro, occorre dare una risposta rapida, tempestiva, globale e, soprattutto, coesa con una cooperazione pubblico-privata tra tutti i soggetti competenti. Su questi temi lavorerò come presidente del Consiglio nazionale anticontraffazione (Cnac), affinché l’Italia diventi un modello da seguire in ambito internazionale e un punto di riferimento per le nostre imprese e i nostri cittadini".

"I numeri parlano da soli e, se non si affrontano i problemi diventati ormai strutturali, nel futuro la previsione non può che peggiorare", ha commentato il presidente di Indicam, Mario Peserico. "Abbiamo un ecommerce che sta diventando, a tendere e in maniera rapida, il canale principale di vendita, ma che ancora non è sottoposto alle regole base a cui soggiace, invece, il commercio tradizionale. Abbiamo ancora operatori internet che sono esenti da ogni responsabilità, sfruttando norme comunitarie di un’altra epoca. La contraffazione che si propaga anche a causa della loro passività causa danni diretti alle imprese e indiretti ai Sistemi Paese".

Il problema delle violazioni dei diritti di proprietà intellettuale compromette lo sviluppo all’estero delle aziende Italiane, rischiando anche di minarne l’immagine. Per questo Idicam sostiene l’importanza che il sistema dei controlli doganali sia gestito in maniera più efficace e uniforme a livello europeo. "A oggi i 28 Stati membri dell’Ue non operano con metodi uguali", ha sottolineato il presidente Peserico, "lasciando scoperte falle grazie a cui entrano in Europa beni falsi per un valore, secondo le stime Ocse, di 85 miliardi di euro. Il calo del 9 percento registrato nel 2017 dalle ispezioni doganali alle frontiere comunitarie e riportato nel recente Rapporto della Commissione Europea sulla tutela a livello doganale della proprietà intellettuale, a fronte di un aumento a doppia cifra delle merci false circolanti, evidenzia un nodo critico da risolvere".

Concretamente, Indicam ha lanciato la proposta di rafforzare le Ambasciate Italiane presso i Paesi a maggiore rischio con esperti dedicati solamente alla tutela dei diritti di proprietà intellettuale, in grado di rafforzare la lotta alla contraffazione e proteggere tali asset che, in Italia, generano attualmente il 44 percento del Pil.

"Dobbiamo davvero convincerci tutti, istituzioni, imprese e consumatori, che non possiamo più permetterci, come sistema, di perdere competitività", ha insistito Peserico. "Dobbiamo poter sfruttare appieno il valore che produciamo, senza subire, quotidianamente, copie e furti di idee. Ciò che si crea va remunerato, è un principio di base delle nuove economie, che vale per chi realizza una canzone, un libro o un prodotto industriale. Chi copia va estromesso dal mercato".

Foto: Mario Peserico, credit press office Indicam