Istat: a settembre rallenta il tasso di inflazione
La lieve decelerazione del tasso d’inflazione si deve prevalentemente al rallentamento su base tendenziale dei prezzi degli alimentari non lavorati (da +9,2 a +7,7 per cento), degli alimentari lavorati (da +10,0 a +8,9 per cento), dei beni durevoli (da +4,6 a +4 per cento) e, in misura minore, dei beni non durevoli (da +5,2 a +4,7 per cento), dei beni semidurevoli (da +2,9 a +2,4 per cento) e dei servizi relativi all’abitazione (da +3,9 a +3,7 per cento). Questi effetti, spiega l'Istituto nazionale di statistica, sono stati solo in parte compensati da un’accelerazione dei prezzi degli energetici non regolamentati (da +5,7 a +7,6 per cento), dalla flessione che a settembre risulta più contenuta dei prezzi degli energetici regolamentati (da -29,6 a -27,9 per cento) e dall’aumento del ritmo di crescita dei prezzi dei servizi relativi ai trasporti (da +1,2 a +3,8 per cento).
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