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Le griffe di lusso si preparano all'impatto del coronavirus

Scritto da Don-Alvin Adegeest

2 mar 2020

Business

Il capodanno cinese è un evento importante nel calendario della vendita al dettaglio per i marchi di moda, proprio come lo è il Natale in Occidente, ma il diffondersi del coronavirus di quest'anno, avrà un impatto enorme sulla spesa cinese all'estero e nel Paese stesso. Le previsioni del 2019 sulla spesa per le vacanze all’estero parlavano di un aumento del 13 per centro, ma, in realtà, la percentuale sembra essere molto più bassa.

La Cina ha fortemente limitato gli spostamenti dei suoi cittadini, ma la crescita in alcune aree è ancora possibile grazie alla spesa nazionale, in quanto i marchi hanno aumentato il loro prodotto stagionale del 45 per cento rispetto allo scorso anno. Secondo l'analisi di Edited, i prodotti a tema sono arrivati già a settembre con Alexander Wang e Superdry tra i primi rivenditori al dettaglio. Accessori e top rimangono le categorie principali su cui rivenditori spingono per il capodanno cinese, con magliette grafiche, ciondoli pendenti e borse di tendenza a tema.

Marketing locale

I marchi devono essere sensibili quando commercializzano prodotti a tema per il capodanno cinese, specialmente durante una crisi. Ciò significa essere rispettosi dei loro codici culturali e garantire che messaggi mirati raggiungano il pubblico cinese sulle giuste piattaforme sociali.

Crisi globale

L'economia globale si sta preparando all'impatto con il virus, visto che il mondo si affida alla Cina per tutto, dalla moda, alla produzione di automobili, alla tecnologia dei cellulari e visto il diffondersi del virus stesso in tutto il mondo. Questa crisi, la più grande affrontata dal Paese dopo la Sars, ha costretto molte aziende cinesi a restare chiuse per un lungo periodo. Le principali compagnie aeree hanno sospeso o ridotto il servizio di trasporto verso la terraferma, e anche i viaggi verso l’estero sono stati limitati, con l’isolamento di intere città.

Resta da vedere quale sarà la portata delle implicazioni per i marchi, l'industria della moda e l'economia in generale. Bernard Arnault, amministratore delegato di Lvmh Moët Hennessy Louis Vuitton, ha dichiarato, durante l’annuncio dei risultati economici, che se il coronavirus si placherà entro marzo, l'impatto sulle vendite non sarà "terribile".

A dicembre, il South China Morning Post aveva riferito che Lvmh avrebbe chiuso uno dei suoi otto punti vendita di Hong Kong, nello specifico quello all’interno del lussuoso centro commerciale “Times Square” a Causeway Bay, a causa dell'impatto delle proteste antigovernative. Lvmh ha dichiarato di aver recuperato alcune delle perdite subite a Hong Kong grazie a quelle effettuate nella Cina continentale, ma i risultati di gennaio e febbraio 2020 sono stati senza dubbio colpiti dalle recenti difficoltà.

Questo articolo è stato originariamente pubblicato su FashionUnited.com e poi tradotto per FashionUnited.it

Foto Per gentile concessione di Burberry

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