Legge sul fast fashion: riprendono le discussioni in Francia

Parigi - A più di due anni dall'adozione da parte dell'Assemblea nazionale di una proposta di legge per frenare l'ascesa del "fast fashion", incarnata in particolare dal colosso Shein, l'iter del testo riprenderà in Parlamento, con la convocazione di una riunione molto attesa la prossima settimana.

Adottata dai deputati nel marzo 2024, e poi dal Senato nel giugno 2025, la proposta di legge della deputata di Horizons Anne-Cécile Violland era stata poi inviata alla Commissione europea per valutarne la conformità con il diritto europeo.

Ma l'esecutivo dell'Ue si è opposto al testo su diversi punti, portando a lunghe discussioni con il governo francese e ritardando così la convocazione di una commissione mista paritetica (Cmp), il passo successivo necessario in Parlamento per far approvare il testo. Diverse associazioni si erano indignate per questo blocco.

Questa riunione tra deputati e senatori, che dovrà portare a un testo di accordo tra le due camere, è stata infine convocata per il 17 giugno, ha annunciato venerdì Violland, informazione confermata dal governo.

"La Francia ha risposto in modo fermo e argomentato alle osservazioni della Commissione europea", ha dichiarato la deputata in un comunicato. "La Cmp sarà proprio l'occasione per trovare una formulazione solida, ambiziosa e compatibile con il quadro giuridico europeo", ha aggiunto.

La proposta di legge introduce una serie di strumenti per limitare il fenomeno in piena espansione del "fast fashion", questa moda ultra-effimera, attraverso misure come il divieto di pubblicità o sanzioni finanziarie.

"Questa legge deve finalmente distinguere, nel nostro ordinamento, le aziende che hanno scelto la transizione ecologica (...), da quelle che continuano a prosperare su un modello distruttivo - per il pianeta, per la nostra salute e per i posti di lavoro nel settore tessile francese", ha sottolineato Anne-Cécile Violland.

Se un testo di compromesso sarà approvato in Cmp, dovrà poi essere adottato da entrambe le camere perché la legge sia definitivamente approvata.

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