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L'Ia nella moda: da voce del brand che dialoga con il cliente ad "anima" dei marketplace

L'intelligenza artificiale, attraverso i cosiddetti "agenti di Ia", consente ai marchi di interagire con la clientela, dando una voce che viene percepita dall'utente come reale, il tutto in infiniti contesti, ma non solo; l'Ia consente anche un cambio di paradigma nella produzione di contenuti e permette di dominare con efficacia i marketplace che nascono dalla "contaminazione" tra social media, ecommerce, Ia e motori di ricerca. A descrivere questo scenario è Patrizia Fortuna, sales and strategy director di Digitouch Luxury Solutions, divisione specializzata per il settore luxury dell'azienda milanese Digitouch.

In particolare, per il segmento moda e beauty, è stata creata Digitouch for fashion, con servizi che spaziano dall’ambassador e talent activation, ossia da progetti di visibilità online che coinvolgono personalità aspirational e che influenzano il comportamento dei nuovi consumatori, alla loyalty e gamification, le applicazioni e meccaniche personalizzate che favoriscono il coinvolgimento dei clienti in ottica di nurturing (rete di sicurezza per ogni fase del ciclo di acquisto che contribuisce a garantire che non si perdano opportunità di ricavi) ed esperienza customizzata.

L’intelligenza artificiale è applicata al marketing esperienzale

Tra i progetti recentemente realizzati figurano anche esperienze che permettono di ridurre il gap tra offline e online, con la realtà aumentata e virtuale a supporto dell'interazione con il cliente. Diversi i casi in cui l’intelligenza artificiale è applicata al marketing esperienzale.

Con clienti del calibro di Loro Piana, Hogan, Bulgari e Sergio Rossi, la business unit, creata meno di un anno fa, supporta le etichette del lusso nel migliorare la connessione con il cliente. "Far crescere il valore del percepito, così come la personalizzazione del bene costituiscono altri due imperativi dell'azienda", racconta a FashionUnited, Fortuna. Un altro aspetto fondamentale, soprattutto guardando i progetti realizzati dall'azienda per le griffe del lusso negli ultimi mesi, vede l'intelligenza artificiale come ingrediente principe dell'evoluzione dell'esperienza e dell'ecommerce che non è più solo digital ma sempre più "phygital".

I grandi marchi del lusso stanno sperimentando piattaforme Ai driven

Si tratta di una tendenza che coinvolge tutta la filiera della moda, non solo i grandi brand. "I grandi marchi del lusso si sono spinti ben oltre la curiosità su questo fronte, sperimentando piattaforme Ai driven", racconta Fortuna. "Ma questa tendenza sta permeando tutta la filiera, coinvolgendo aziende con dimensioni diverse, attive in altrettanti segmenti di mercato".

Via libera, per esempio, a cataloghi virtuali di tessuti che consentano di visualizzare in real time il passaggio dalla stoffa all'abito. "L'adozione di tecnologie non è mai stand alone ma integrata", aggiunge, inoltre, Patrizia Fortuna. Il che assicura anche una circolazione fluida delle informazioni che consente di dare valore ai dati basati sui clienti e, in definitiva, di sviluppare al meglio il business.

Bisogna assicurare un posizionamento originale e differenziante che rispecchi i valori del brand

"L'approccio vede intelligenza umana e artificiale, asset tecnologici altamente performanti da un lato e capacità adattive umane dall’altro, sfruttati per assicurare un posizionamento originale e differenziante che rispecchi i valori del brand e l’esclusività dell'offerta commerciale", sottolinea Fortuna, illustrando il concetto di adactive intelligence. Si tratta di una strategia che consente di affrontare un mercato dove i marchi sono chiamati a coinvolgere un’audience in continuo mutamento e dove i giovani diventano target fondamentale e i customer journey si fanno sempre più multicanale.

"Più del 50% dei customer journey sono integrati, arrivano a contare fino a 500 touchpoint e con una fruizione che coinvolge più canali contemporaneamente", spiega la sales and strategy director di Digitouch Luxury Solutions.

In un contesto sempre più digitale, nel mondo luxury i brand faticano a dare un tocco umano all’online. Il 40% degli utenti desidera una guida umana più presente. Ed è qui, ma è solo una delle infinite declinazioni dell'intelligenza artificiale, che entrano in gioco gli agenti Ia.

Patrizia Fortuna Credits: Digitouch

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